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Misteriosi cerchi di ossa di mammut nelle campagne d’Europa

Scritto da Leonardo Debbia il 15.04.2020

In Ucraina e nelle pianure della Russia occidentale sono state rinvenute dozzine di enigmatici cerchi di ossa di mammut che delimitano ben 70 strutture.

Gli studiosi pensano che si tratti di testimonianze tangibili del modo in cui antichi gruppi umani seppero difendersi e sopravvivere alle gelide temperature dell’éra glaciale in Europa.

Di recente, l’analisi di un sito nelle immediate vicinanze del moderno villaggio di Kostenki, 500 chilometri a sud di Mosca, è stata condotta dagli archeologi dell’Università di Exeter, Regno Unito, e mostra che le ossa sono attribuibili a più di 20mila anni fa.

Con i suoi 9 metri di diametro, è sicuramente la più antica struttura circolare che si pensa sia mai stata costruita dagli essseri umani in quella regione.

ULTIMI-MAMMUT

Probabilmente le ossa provengono da cimiteri di animali e il cerchio è rimasto nascosto per millenni dai sedimenti. Ora, difatti, risulta infossato di 30 centimetri al di sotto del livello del suolo.

La maggior parte delle ossa appartengono a mammut, per un totale di 51 mascelle inferiori e 64 crani, che furono utilizzati per erigere le pareti della struttura, oltre ad essere stati sparsi anche all’interno.

In associazione con queste ossa più grandi e disposte abbastanza regolarmente, è stata riportata alla luce anche una piccola quantità di ossa di altri animali tipici della regione: renne, cavalli, orsi, lupi, volpi rosse e volpi artiche.

All’interno della struttura si sono trovati anche, per la prima volta, resti di legno carbonizzato e di piante non legnose, a dimostrazione che gli antichi abitanti di quelle zone, durante l’era glaciale, usavano legna e ossa come combustibile per scaldarsi, oltre a conoscere i luoghi dove poter cercare piante commestibili o che comunque avrebbero potuto essere usate per preparare veleni, medicine, spago o tessuto.

Sono stati rinvenuti inoltre più di 50 semi carbonizzati, da collegarsi o a piante che crescevano in quei luoghi o a resti di alimenti che forse erano stati usati per la cottura e per l’alimentazione.

Il dr Alexander Pryor, che ha guidato lo studio, ha dichiarato: “Kostenki 11 (questo il nome dato al sito) è un raro esempio di un insediamento di cacciatori-raccoglitori paleolitici che vivevano in un ambiente ostile. Cosa avrà indotto questi antichi esseri umani a vivere proprio lì? Una possibile spiegazione può far supporre che i mammut e gli umani avessero trovato in quel luogo una sorgente naturale in grado di fornire loro acqua liquida, non congelata, durante quel periodo di freddo estremo.

“I ritrovamenti attuali ripropongono l’interrogativo legato al motivo della costruzione di queste strutture, aprendo nuovi scenari sulla loro funzione. A nostro avviso, è una testimonianza di come questi nostri antenati abbiano trovato il modo di adattarsi ad un ambiente divenuto ostile e possano essere perciò sopravvissuti utilizzando questa sorta di rifugi.

Infatti, la maggior parte di altri siti, a latitudini simili in Europa, erano stati abbandonati, al contrario di questi gruppi umani”.

L’ultima éra glaciale, che travolse il Nord Europa tra i 75mila e i 18mila anni fa, raggiunse il suo picco maggiore attorno ai 23-18mila anni fa, proprio mentre veniva eretto il sito di Kostenki 11.

Le ricostruzioni climatiche indicano che le estati erano brevi e fresche e gli inverni lunghi e gelidi, con temperature che scendevano a -20°C o anche di più.

La maggior parte dei gruppi umani aveva abbandonato la regione, probabilmente anche per la mancanza di prede da cacciare. Poi, alla fine, anche i cerchi di ossa furono abbandonati, mentre il clima diventava sempre più freddo e inospitale.

Finora era stato ipotizzato che le strutture di questo tipo fossero state utilizzate come abitazioni, e come tali fossero state occupate per molti mesi. Il nuovo studio suggerisce che non sempre deve esser stato così. Difatti, il sito di Kostenki 11 non testimonia un’attività particolarmente intensa, legata ad una lunga permanenza.

Sono stati raccolti più di 300 minuscoli frammenti di pietra e pietra focaia di pochi millimetri di dimensioni; detriti lasciatisi alle spalle dagli antichi abitanti. forse mentre intagliavano i noduli di pietra in strumenti per macellare animali e raschiare le pelli.

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