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Scoperta in Antartide una foresta pluviale di 90 milioni di anni fa

Scritto da Leonardo Debbia il 05.05.2020

Alcuni ricercatori hanno trovato le prove che il continente antartico, circa 90 milioni di anni fa, ospitava una grande foresta pluviale; uno scenario compatibile con un clima terrestre molto più caldo dell’attuale.

Ricostruzione di fantasia della foresta pluviale in Antartide

Ricostruzione di fantasia della foresta pluviale in Antartide

La scoperta è stata fatta da un team internazionale di ricercatori anglo-tedeschi, che ha rinvenuto le tracce di un suolo forestale del periodo Cretaceo a 900 chilometri dal Polo Sud.

Le analisi delle radici, del polline e delle spore fossili conservate mostrano senza ombra di dubbio che il mondo, in quel momento, era molto più caldo di quanto si era ritenuto fino ad oggi.

La ricerca e le analisi di questo sito – veramente eccezionale – sono state condotte da geoscienziati tedeschi del Centro Helmholtz Institute per la Ricerca polare e marina presso l’Istituto Alfred Wegener di Lipsia, assieme a colleghi dell’Imperial College di Londra.

I risultati sono comparsi sulla rivista scientifica Nature.

La co-autrice dellla ricerca, dott.ssa Tina van de Fliert, del Dipartimento di Scienze della Terra e Ingegneria dell’Imperial, ha commentato: “La conservazione di questa foresta di 90 milioni di anni è un fatto eccezionale di per sé; ma ancora più sorprendente è il mondo che è stato riportato alla luce. Difatti, anche durante i mesi dell’oscurità, le foreste pluviali temperate e paludose hanno continuato ad esistere vicino al Polo Sud, testimoniando quindi un clima più caldo di quanto ci saremmo aspettato”.

La considerazione della studiosa nasce dal fatto che la foresta fossile si trovava oltre il Circolo polare antartico, nella parte del nostro pianeta che per circa metà dell’anno rimane praticamente al buio.

La parte centrale del Cretaceo medio – tra i 115 e gli 80 milioni di anni fa – fu il periodo di massima espansione dei dinosauri e fu anche il periodo più caldo degli ultimi 140 milioni di anni, con temperature che ai tropici sono state stimate di 35 gradi centigradi, mentre il livello del mare era 170 metri più elevato rispetto all’attuale.

Lo studio suggerisce inoltre che i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera, durante questo periodo, si mantennero certamente più alti del previsto, mettendo in dubbio la validità dei modelli climatici dell’epoca finora elaborati.

Del resto, fino ad oggi si conosceva poco sull’ambiente a sud del Circolo polare antartico.

Ora i ricercatori affermano che una foresta pluviale come quella di cui si sono scoperte le tracce, poteva somigliare ad una foresta attuale della Nuova Zelanda. E questo, nonostante una notte polare di quattro mesi, ossia un terzo dell’ anno in cui mancava costantemente la luce solare a sostegno della vita.

La presenza di una foresta suggerisce che le temperature medie si aggirassero intorno ai 12 gradi centigradi e che fosse altamente improbabile la contemporanea esistenza di una calotta glaciale sul Polo Sud.

Ma in che modo si è giunti a questa scoperta?

Le tracce sono emerse da una perforazione dei fondali marini vicini ai ghiacciai di Pine Island e Thwaites, nell’Antartide occidentale e dall’esame di un nucleo di sedimenti riportato alla luce che, originariamente, sarebbero stati depositati sulla terraferma e che hanno da subito catturato l’attenzione dei ricercatori per la colorazione.

Il team di studiosi ha scansionato la sezione del nucleo, scoprendo una fitta rete di radici fossili così ben conservata da poter distinguere le singole strutture cellulari.

Il campione conteneva anche innumerevoli tracce di polline e spore di piante, inclusi i primi resti di piante da fiore mai trovate prima a queste alte latitudini antartiche.

Per la ricostruzione dell’ambiente circostante questa foresta fossile, il team ha valutato le condizioni climatiche in cui vivono gli attuali discendenti delle piante individuate, analizzando gli indicatori di temperatura e di precipitazioni trovati all’interno del campione.

Gli studiosi hanno così potuto provare che la temperatura media annua dell’aria era di circa 12 gradi centigradi; quindi la presenza di un clima circa due gradi più caldo dell’attuale Germania.

Le temperature medie estive – affermano ancora i ricercatori – erano di 19 gradi centigradi; le temperature dell’acqua dei fiumi e delle paludi dovevano raggiungere i 20 gradi e la quantità e l’intensità delle precipitazioni sull’Antartide occidentale erano simili a quelle dell’odierno Galles.

Osservati e analizzati i dati ricavati, i ricercatori concludono che 90 milioni di anni fa il continente antartico era ricoperto da una fitta vegetazione, non c’erano masse di ghiaccio sulla terraferma a costituire una calotta di ghiaccio nella regione del Polo Sud e la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera del Cretaceo era molto più alta di quanto in precedenza si sia mai ritenuto.

L’autore leader dello studio, dottor Johann Klages, del Centro Helmholtz per la ricerca polare e marina, ha dichiarato: “Prima di questa ricerca, l’assunto generale era che la concentrazione globale di anidride carbonica nel Cretaceo fosse di circa 1000 ppm.

Ma nel nostro modello abbiamo verificato sperimentalmente che i livelli di concentrazione di CO2 atmosferica avrebbero dovuto variare da 1120 a 1680 ppm per raggiungere, nell’Antartico, le temperature medie dell’epoca”.

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