Frammenti di asteroidi arrivano quotidianamente sulla Terra sotto forma di meteoriti. Esaminando più dettagliatamente questa continua ‘pioggia’, si può osservare che a costituire questa grande massa sono pietre tondeggianti di dimensioni millimetriche, conosciute come ‘condri’.
Si ritiene che queste piccole particelle siano i ‘mattoni’ originari del Sistema solare, anche se la Comunità scientifica, finora, non è stata in grado di spiegare come i condri siano stati in grado di formare gli asteroidi.

Ipotesi sulla formazione di asteroidi a seguito della cattura di condri con l’aiuto delle forze gravitazionale (credit: NASA / JPL Caltech)
Un nuovo studio, svolto tramite simulazioni al computer, mostra che gli asteroidi si sarebbero formati catturando i condri con l’aiuto della forza d’attrazione gravitazionale.
“I condri hanno la giusta dimensione per aver subito un rallentamento ad opera dei gas che orbitavano attorno al giovane Sole e avrebbero potuto essere stati catturati facilmente dalla forza gravitazionale degli asteroidi”, spiega Anders Johansen, ricercatore di Astronomia dell’Università di Lund, Svezia.
Lavorando in team con i colleghi di Stati Uniti, Danimarca e Germania, Johansen ha eseguito simulazioni al computer, riproducendo nel modo quanto più verosimile il processo accaduto nella realtà miliardi di anni fa.
I ricercatori hanno ipotizzato che gli asteroidi si siano formati in una sorta di oceano cosmico di condri e che gli asteroidi abbiano avuto inizialmente dimensioni molto più piccole delle attuali.
Stando alle simulazioni, gli asteroidi sarebbero cresciuti rapidamente fino ad assumere diametri di 1000 chilometri, le stesse dimensioni di quelli presenti oggi nella ‘fascia degli asteroidi’, posta tra Marte e Giove.
I più grandi asteroidi avrebbero continuato a crescere, raggiungendo la massa di Marte, che ha il dieci per cento della massa della Terra.
“Abbiamo compreso che questo stesso processo di accrescimento rapido poteva essere applicato anche alla Terra”, dice Johansen.
In effetti, è ancora oggi in discussione se la Terra si sia formata durante le collisioni tra protopianeti delle dimensioni di Marte, che si sarebbero verificate per un centinaio di milioni di anni. Ma a questo dubbio va aggiunto che i ricercatori non hanno ancora chiaro come si potrebbero essere formati i protopianeti stessi.
Martin Bizzarro, un esperto di condri della Copenhagen University, che ha partecipato allo studio, tenta di fornire una spiegazione: “Il nostro lavoro dimostra che i protopianeti possono essersi formati rapidamente dagli asteroidi, catturando condri con le stesse modalità con cui si sono formati gli asteroidi”.
L’ipotesi formulata dai ricercatori è supportata da studi sulle meteoriti provenienti da Marte.
Questi studi hanno già dimostrato che Marte si è formato in un periodo di ‘soli’ 3 milioni di anni, stesso periodo di tempo ottenuto con la simulazione al computer.
“Tracce di questo processo rimangono negli asteroidi che contengono tuttora condri intatti”, dichiara Johansen. “I pianeti terrestri, tuttavia, si sono fusi dopo la nascita e quindi non conservano tracce dirette dei loro elementi costitutivi originari”, conclude lo scienziato.