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Siamo in grado di prevedere e intercettare un meteorite?

Scritto da Leonardo Debbia il 18.09.2021

Nella notte tra il 24 e il 25 luglio scorsi un grande meteorite ha attraversato il cielo sopra la Norvegia meridionale, suscitando paura e meraviglia in coloro che hanno assistito al passaggio.

bolide

Il bolide luminoso, nel suo transito, è stato ripreso anche da una telecamera del porto di Holmestrad e la sua luce ha illuminato per qualche secondo il cielo notturno dell’ una di notte, prima che si avvertisse il forte boato dell’impatto con il suolo.

Secondo alcune testimonianze, è stato definito ‘una palla di fuoco’ e la pressione esercitata dalla caduta sembra abbia spalancato porte e finestre di molte abitazioni, secondo quanto riferito dall’emittente norvegese Nrk e dal quotidiano Vg.

Il bagliore nel cielo è stato osservato perfino dagli abitanti delle coste settentrionali della Svezia.

Per fortuna, la meteora è caduta in una foresta, in una zona chiamata Finnemarka, a una sessantina di chilometri ad ovest di Oslo, e non sono stati segnalati feriti o danni.

L’accaduto non è un evento insolito, ma induce a porci qualche interrogativo e fare qualche riflessione.

Nessuno aveva avuto il minimo avvertimento dell’imminenza di un fatto del genere. Nessun comunicato radio, nessun telescopio, nessun studioso che avesse preventivato l’arrivo di un frammento di un corpo celeste. Niente di niente.

Il meteorite ha fatto la sua comparsa senza che nessuno ne avesse avuto notizia.

Quello che meraviglia – e spaventa, al tempo stesso – è l’incapacità, nonostante i progressi compiuti negli ultimi tempi, di poter prevedere e prevenire il passaggio di un oggetto proveniente dallo spazio prima che questo entri nell’atmosfera.

Nove anni fa la città russa di Chelyabinsk fu bombardata da una pioggia di meteoriti che ferirono numerose persone (circa 1500) e provocarono notevoli danni ad edifici e auto.

Anche questi meteoriti giunsero del tutto inaspettati, e qualche organo di stampa, all’epoca, polemizzò sull’attenzione che gli astronomi stavano prestando al passaggio dell’asteroide 2012 DA14, che raggiungeva, proprio in quei giorni, il suo punto più vicino alla Terra e le cui dimensioni, ben più importanti, avrebbero catturato l’attenzione e quindi ‘rubato la scena‘ allo sciame meteorico.

Dal 2013 sono molte le segnalazioni di bolidi luminosi nei cieli d’Europa – solo quest’anno, in Inghilterra e in Italia (Molise) – anche se gli scienziati assicurano che è statisticamente nella norma che, delle migliaia di meteoriti che sciamano attorno al nostro pianeta, qualcuno raggiunga periodicamente e regolarmente la superficie terrestre senza, peraltro, arrecare danni.

In realtà gli studiosi del cielo ammettono che contro questa continua pioggia meteorica, al momento, non esiste alcuna tecnologia che possa darci una qualche sicurezza.

Addirittura, in una simulazione dello scorso mese di maggio, eseguita con un asteroide fasullo, battezzato 2021PDC, è stato verificato dal Center for Near – Earth Objet Studies (CNEOS) della NASA, che, nonostante sei mesi di preavviso e l’orbita tracciata seguita dal momento dell’individuazione, il finto masso spaziale in arrivo era piombato diritto sull’Europa orientale.

L’esercitazione era iniziata il 19 aprile 2021 con il finto avvistamento di un asteroide a 57 milioni di chilometri di distanza dalla Terra, con il 5 per cento di possibilità di impatto previsto per il 20 ottobre 2021.

Visti i parametri imposti, avrebbe dovuto esserci tutto il tempo per poter correre ai ripari!

Eppure, non c’è stato verso! Nessun tentativo di deflessione della traiettoria dell’asteroide ha avuto il minimo successo.

La conclusione è stata amara.

Nessuna tecnologia esistente oggi avrebbe consentito di produrre una deviazione del corpo celeste o di inviare sull’asteroide sonde con cariche nucleari in modo da distruggerlo e annientare così radicalmente il pericolo.

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