Abbiamo già avuto modo di dire quanto sia (in)utile profilare la vita extraterrestre. Pur tuttavia si guarda sempre con grande attenzione ogni nuovo metro percorso da Opportunity e Curiosity, si osservano le nuove immagini del Cratere Gale o del deposito Kimberley nella speranza di catturare i segreti della vita. Se è eccitante seguire da lontano Curiosity che scava nelle profondità del Mount Remarkable, dovrebbe essere altrettanto eccitante scoprire che sulla Terra esiste un nuovo ordine di creature marine.
Forse non per tutti lo è (visto il silenzio che ha accompagnato la notizia, un po’ la stessa situazione che abbiamo visto parlando dei gamberi). Ebbene sì. Nelle profondità dell’Oceano Pacifico abita uno dei più grandi anemoni del mondo, con i tentacoli che raggiungono oltre 6,5 metri di lunghezza e che appartiene ad un nuovo ordine (lo vedete nella foto qui sotto).

Un esemplare di anemone fotografato ad Algoa Bay, Port Elizabeth, South Africa. (Crediti: Copyright Bernard Picton/National Museums Northern Ireland).
La scoperta è parte di un nuovo studio basato sul DNA condotto dall’American Museum of Natural History che presenta il primo albero di vita per gli anemoni di mare, un gruppo che comprende più di 1.200 specie. Il rapporto, pubblicato sulla rivista PLoS ONE, chiarisce molti aspetti sulla struttura di questi organismi poco conosciuti.
“La scoperta di questo nuovo ordine di Cnidaria – un phylum che comprende meduse, coralli, anemoni e affini – è l’equivalente della scoperta del primo membro di un gruppo come i primati e i roditori”, ha spiegato Estefanía Rodríguez, autore principale dello studio. “La differenza è che la maggior parte delle persone ha molta più familiarità con gli animali, come scimpanzé e ratti, piuttosto che con quelli che vivono nelle profondità degli oceani”.
Ci sono voluti ben quattro anni di studi per ricostruire l’albero filogenetico degli anemoni basato sulle relazioni evolutive. Gli anemoni di mare sono polipi pungenti che trascorrono la maggior parte del loro tempo attaccati alle rocce sul fondo del mare o sulle barriere coralline. Anche se variano notevolmente sul piano morfologico, per colori e dimensioni, hanno ben poche strutture qualificanti. Questo significa che ogni procedura classificatoria su base morfologica risulta molto difficile. Data la loro semplicità, infatti, è più semplice costruire raggruppamenti e taxa basandosi sulla mancanza di un carattere o di una parte piuttosto che sulla sua presenza: “dotato di scheletro” e “non dotato di scheletro”, ad esempio. Una tecnica che in apparenza può risultare grezza e grossolana ma che era in uso già agli albori della scienza biologica, nel primo studio sistematico degli animali, l’Historia animalium di Aristotele. Ora, grazie ai nuovi dati provenienti dalla biologia molecolare è stato possibile rimettere in discussione le vecchie classificazioni ottenendo risultati da non sottovalutare.
I ricercatori hanno confrontato particolari sezioni del DNA di più di 112 specie di anemoni raccolti dagli oceani di tutto il mondo. Sulla base dei dati genetici e dell’organizzazione delle loro strutture interne, gli scienziati hanno ridotto i sotto-ordini da quattro a due. Hanno anche capito che una delle specie che analizzate non è un anemone. Si tratta del Boloceroides daphneae, scoperto nel 2006 nell’Oceano Pacifico, e subito etichettato come uno dei più grandi anemoni marini mai esistiti. Niente di più falso secondo questo nuovo studio. Per gli amanti della cladistica, il Boloceroides daphneae faceva parte della famiglia degli Esacoralli che comprende coralli duri, anemoni e coralli neri. Il nuovo nome dell’animale, che vive soprattutto accanto a sorgenti idrotermali, è Relicanthus daphnea ed è un classico esempio di evoluzione convergente, ossia dell’ evoluzione indipendente di caratteristiche simili in specie diverse. Solo per dire che c’è ancora molto da scoprire, da conoscere e da tutelare. Qui, sulla Terra.
Paper di riferimento:
Estefanía Rodríguez et alii., Hidden among Sea Anemones: The First Comprehensive Phylogenetic Reconstruction of the Order Actiniaria (Cnidaria, Anthozoa, Hexacorallia) Reveals a Novel Group of Hexacorals, in “PLoS ONE”, 2014; 9 (5): e96998 DOI: 10.1371/journal.pone.0096998