Va a fuoco la Città della Scienza di Napoli, il fiore all’occhiello della divulgazione scientifica e culturale del Mezzogiorno. Secondo le prime ricostruzioni ci sono forti sospetti che l’incendio sia doloso, poiché i focolai iniziali sarebbero distanti tra loro e numerosi. Sta indagando la Procura di Napoli.

La Procura della Repubblica di Napoli ha anche sequestrato l’intera area della “Città della scienza” nel capoluogo campano. L’incendio è divampato ieri sera e sarebbe ancora in corso.
La Polizia sta indagando per capire le cause del rogo che ha interessato il museo considerato tra i gioielli culturali di Napoli, con circa 350mila visitatori l’anno. L’incendio è scoppiato ieri, nel giorno della chiusura settimanale, e non ha quindi provocato alcun ferito. Purtroppo invece i padiglioni del museo sono completamente distrutti, restando in piedi solo i muri esterni delle strutture.
La struttura era stata costruita negli anni ’90 sulle macerie delle fabbriche di Bagnoli, da tempo in crisi e prese in gestione dal comune per far risorgere un’area ormai degradata della città. L’operazione ha avuto un enorme successo, fino all’incendio di oggi.
Il sindaco Luigi De Magistris ha intanto dichiarato alla stampa che “la città saprà reagire ma il governo, qualunque esso sia, non si dimentichi di Napoli”.
Le forze dell’ordine sono state costrette a chiudere al traffico via Coroglio, di fronte al mare di Bagnoli, dove sorgeva la struttura. Solo uno dei padiglioni che componevano lo ‘science center’ si è salvato dalle fiamme.
Secondo le prime ricostruzioni le fiamme hanno avvolto molto velocemente tutta la struttura, e la presenza di materiali infiammabili e della struttura in legno dell’intera area non ha aiutato.
Il polo era anche un centro congressi, un centro di alta formazione e un incubatore di imprese. L’area distrutta comprende infatti cinque dei sei padiglioni (circa 10mila metri quadrati di superficie). Le fiamme sono divampate dopo le nove e mezza di lunedì sera e si sono propagate rapidamente. Secondo i vigili del fuoco quando le squadre sono arrivate sul posto le fiamme avevano già avvolto i padiglioni, ma non dichiarano nulla sull’ipotesi di incendio doloso, che, dicono, è competenza della magistratura. Il magistrato incaricato delle indagini è arrivato circa a mezzanotte sul luogo del rogo, mentre il sindaco di Napoli De Magistris è giunto con il vice sindaco circa all’una di notte.
Tutte le attività previste per i prossimi giorni sono naturalmente tutte saltate, tra lo sgomento dei partecipanti ad un concorso per le nuove imprese di Napoli, il simbolo dello svecchiamento della città: bike sharing, sviluppo di app con servizi turistici per smartphone, prodotti d’abbigliamento di design con materiali innovativi, le officine creative del fablab e altro ancora. Tutto andato in fumo con le fiamme, come anche i seminari divulgativi che dovevano tenersi nei prossimi giorni, rivolti ai ragazzi delle scuole e tenuti da docenti dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Nemmeno il sito internet è più funzionante. Le cause possono essere o l’intenso traffico che sta causando un malfunzionamento dei server o, peggio, la presenza fisica dei server presso le strutture andate in fiamme.