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Ghiacci artici toccano nuovi minimi in settembre

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 18.09.2011

Ghiacci dell'ArticoLa coltre di ghiaccio che galleggia sull’Oceano Artico sembra aver raggiunto il suo minimo, che quest’anno tocca il secondo peggior dato da quando vengono effettuate le misurazioni. L’estensione del ghiaccio marino artico è sceso infatti a 4,33 milioni di km quadrati  lo scorso 9 settembre 2011. Il minimo di quest’anno si posiziona quindi al secondo posto tra i minimi record da quando è iniziata la rilevazione satellitare nel 1979. Il record per ora continua ad appartenere al 2007, anche se non è detto che la perdita di massa ghiacciata si arresti prima dell’inverno.

Nel corso degli ultimi trent’anni, l’estensione del ghiaccio, una misura bidimensionale (ossia che non tiene conto dello spessore) del ghiaccio formatosi sull’Oceano Artico, è diminuito in tutti i mesi dell’anno, con un calo più accentuato in estate. Gli scienziati attribuiscono questo declino in gran parte ai cambiamenti climatici. Il ghiaccio marino artico si scioglie e si riforma in un ciclo annuale, raggiungendo il suo punto più basso a fine estate, e il suo punto più alto a fine inverno.

Il dato attuale è solo provvisorio, e durante la prima settimana di ottobre l’NSIDC emetterà un’analisi completa sulle cause che stanno dietro alle condizioni del ghiaccio di quest’anno, oltre che una discussione su come il minimo di estensione del ghiaccio di quest’estate influirà sulla ricostituzione del ghiaccio durante l’inverno.

Il minimo di quest’anno si colloca a soli  160.000 chilometri quadrati dal record assoluto del 2007, e ben  2,38 milioni di chilometri quadrati al di sotto dell’estensione della media  tra il 1979 e il 2000.

Quest’anno inoltre la struttura dei ghiacci artici inizia a mostrare cambiamenti di conformazione, probabilmente dovuti alo spessore, che hanno permesso la storica apertura dei due passaggi, il passaggio a nord ovest e quello a nord est. Non era mai accaduto a memoria d’uomo un simile evento. I passaggi permettono di “scavalcare” il continente americano a nord del Canada e il continente eurasiatico a nord delle coste della Russia, che in futuro potrebbero diventare delle rotte commerciali stabili se l’andamento dei ghiacci dovesse continuare a seguire il trend di scioglimento.

Basta guardare alcuni numeri per rendersi conto di quello che sta accadendo alla calotta artica: l’estensione minima degli ultimi anni è stata ben al di sotto della media dei ventidue anni precedenti (1979-2000). I chilometri quadrati di ghiaccio minimi nel settembre del 2007 erano 4,17, nel 2008 erano 4,55, nel 2009 5,10, nel 2010 4,60 per arrivare al settembre di quest’anno con 4,33 milioni di chilometri quadrati. I valori sono tutti molto al di sotto della media tra il 1979 e il 2000, che è stata di 6,71 milioni di chilometri quadrati.

Se la progressione dovesse continuare, entro alcuni decenni la calotta artica potrebbe scomparire in estate.

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