
Il grafico sottostante riporta l’incidenza totale dalla stagione influenzale 2004-2005 alla 2010-2011
Ormai siamo vicini al picco nel numero di casi l’influenza, con 451mila nuovi casi stimati dai medici sentinella del sistema Influnet. L’andamento della curva epidemica è assolutamente paragonabile alle altre stagioni, tranne quella della pandemia dello scorso anno, avvenuta molto prima del normale, e alla stagione influenzale 2004-2005. Altissima l’incidenza in età pediatrica.
Come previsto dagli esperti, la curva epidemica (la linea rossa nel grafico) va portandosi in tutta Italia verso il picco, che si raggiungerà probabilmente questa settimana o la prossima. Intanto il virus H1N1 ha già provocato la morte di 11 persone in Italia.
Durante la terza settimana del 2011 la curva epidemica delle sindromi influenzali continua la sua ascesa con un’incidenza pari a 7,52 casi per mille assistiti. Lo rivela Influnet, l’Osservatorio per la sorveglianza della sindrome influenzale dell’Istituto Superiore di Sanità.
Durante la terza settimana del 2011, 879 medici sentinella hanno inviato dati circa la frequenza di sindromi influenzali tra i propri assistiti. Il valore dell’incidenza totale è pari a 7,52 casi per mille assistiti.
Altissima l’incidenza nella fascia di età 0-4 anni, che è pari a 19,14 casi per mille assistiti. Nella fascia di età 5-14 anni l’incidenza è pari a 15,21, nella fascia 15-64 anni a 6,21 e tra gli individui di età pari a 65 anni e oltre a 1,59 casi per mille assistiti. Si osserva un forte aumento dell’incidenza nelle fasce di età pediatriche mentre nei giovani adulti e negli ultrasessantaquattrenni l’incidenza rimane pressoché stabile.
Questo dato è una conferma dell’allarme lanciato qualche giorno fa dall’associazione dal presidente della FIMP, Federazione italiana medici pediatri. “Quest’anno la vaccinazione anti-influenza non ha avuto l’effetto sperato”, osserva il presidente Giuseppe Mele. Ma la ragione non sta nel vaccino in sé, che è efficace, precisa, quanto nel fatto che “il ricorso all’immunizzazione fra i bambini italiani si è ulteriormente ridotto”. Tra i fattori sotto accusa, ipotizza l’esperto, ci sono anche le polemiche dell’anno scorso, seguite all’allarme pandemia e all’acquisto di stock vaccinali contro l’influenza A.”Chi denigra i vaccini rischia di vanificare una forma di prevenzione che invece è assolutamente necessario perseguire”.