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Gommone dalla Libia soccorso da Guardia Costiera e Marina, 10 morti

A localizzare il gommone in avaria un aereo maltese, dopo l’allarme lanciato dalla Guardia Costiera italiana

Scritto da Chiara Pane il 05.11.2012

Sbarchi a LampedusaIl gommone sulla quale viaggiavano circa 70 persone provenienti dalle coste del Nord Africa non è riuscito a sostenere il peso ed è parzialmente affondato a 35 miglia dalle coste della Libia e 140 miglia dall’isola di Lampedusa. Il repentino soccorso delle motovedette della Guardia Costiera e della Marina Militare italiana hanno scongiurato la tragedia, ma 10 persone non sono sopravvissute.

A localizzare il gommone in avaria un aereo maltese, dopo l’allarme lanciato dalla Guardia Costiera italiana, che a seguito di una segnalazione giunta attraverso un telefono satellitare alla Capitaneria di porto di Palermo, ha immediatamente avvertito le autorità della Libia e di Malta. I primi a prestare soccorso sono state due motovedette della Guardia Costiera italiana, partite da Lampedusa, e una nave della Marina Militare impegnata nei servizi sull’immigrazione, che hanno raggiunto il gommone nel pomeriggio di ieri. Dalla nave si sarebbe inoltre innalzato un elicottero, che avrebbe facilitato il ritrovamento dei 10 cadaveri, fra cui 7 donne e 3 uomini. A facilitare le ricerche anche il rimorchiatore civile Asso 25, che prima ha rifornito di carburante le motovedette della Guardia Costiera e poi partecipato alle ricerche.

I naufraghi, probabilmente di nazionalità somala, sono stati accolti sulla nave della Marina Militare e trasportati a Lampedusa. A causare il naufragio, probabilmente lo sgonfiamento dei tubolari laterali del gommone, che unito all’eccessivo numero di persone a bordo, avrebbe reso impossibile la navigazione. È stato il tempestino intervento che ha salvato la vita ai superstiti, che al momento del ritrovamento erano già in mare o aggrappati al gommone che stava per affondare. Molti di loro erano già in condizioni di ipotermia.

A riconoscere il merito delle unità militari italiane anche Laura Boldrini, portavoce dell’Alto commissariato della Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr), che ha spiegato: “L’intervento dell’Italia è stato di straordinario valore, senza questo intervento altre 70 persone sarebbero morte”. La portavoce dell’Unhcr ha inoltre riconosciuto alla nostra nazione un ruolo chiave nel Mediterraneo, affermando: “L’Italia nel Mediterraneo svolge un ruolo leader nel salvare vite umane in mare, sia per lunga tradizione del Paese sia per preparazione degli uomini e per i mezzi che ha disposizione” (Fonte Ansa).

Ad attendere gli immigrati sull’isola di Lampedusa, che saranno accolti nel centro di accoglienza, c’era anche il neo eletto governatore della regione Sicilia, Rosario Crocetta, che ha ricordato il dolore del popolo somalo, costretto a fuggire “da una dittatura e dalla miseria”. Crocetta ha poi dichiarato: “Le immagini provocheranno gli stessi stereotipi di sempre nei confronti di Lampedusa, occorre rassicurare tutti che Lampedusa è un’isola perfettamente vivibile, che sa gestire queste emergenze”. Il presidente siciliano ha constato un’efficace ed efficiente intervento dei soccorsi sull’isola, che si presta “ad un livello di accoglienza notevole”. Crocetta ha anche aggiunto: “C’è il dramma dell’Africa a cui l’Europa deve dare una risposta e c’è il dramma di Lampedusa che per tutta l’Europa subisce le problematiche collegate all’immigrazione clandestina”, auspicando infine, che il governo italiano avvii un dialogo con i Paesi coinvolti, “per assicurare una gestione civile e umanitaria dei flussi migratori”, ma al contempo che si pensi “ad un progetto per il rilancio dell’economia di Lampedusa” (Fonte Repubblica).

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