
Central park, New York. Uno degli esempi più noti di verde cittadino all'interno di una grande città
Le città con una alta densità di popolazione possono aumentare il rischio di inondazioni per i residenti, ma lo sviluppo tentacolare suburbano può portare a grosse perdite di carbonio immagazzinato nel terreno e dalla produzione agricola. Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato su Proceedings of the Royal Societyche ha esplorato gli effetti di diversi modelli di urbanizzazione sui servizi ecosistemici vitali.
Le città devono aumentare la loro densità per ospitare popolazioni in crescita, o possono diffondersi nelle aree verdi circostanti? Questo è un problema centrale per la gestione sostenibile dell’ urbanizzazione, e una delle maggiori cause del cambiamento della destinazione d’uso del suolo in Europa. E il cambiamento della destinazione d’uso veicola dei cambiamenti nei servizi ecosistemici, quei benefici apportati alla società dagli ecosistemi.
Lo studio, ha analizzato i potenziali impatti dei cambiamenti nella compertura del suolo urbano su tre servizi ecosistemici: la mitigazione delle alluvioni, lo stoccaggio del carbonio e la produzione agricola. Questi fattori sono stati studiati per il periodo 2006-2031 in Gran Bretagna, dove si prevede un aumento della popolazione del 16% entro il 2031. La Gran Bretagna è stata scelta perchè ha molti dati disponibili sull’uso del suolo, ma lo studio è generalmente valido.
Sono stai presi in considerazione due scenari di uso del suolo che riflettono due diverse risposte alla crescita della popolazione urbana. Il primo considera la strategia che minimizza il divario della crescita della densità delle abitazioni con i confini della città già esistenti, e che convertirebbe 948 km2 con una nuova urbanizzazione in un periodo di 25 anni. La seconda strategia favorisce lo sviluppo nelle aree suburbane, facendo crescere le aree urbane e convertendo approssimativamente 3302 km2, circa tre volte di più dello scenario della densificazione. La previsione per i servizi ecosistemici in questi due scenari è stata realizzata usando dati da studi precedenti.
I risultati suggeriscono che la desificazione condurrebbe ad una perdita dei servizi ecosistemici per il contenimento delle alluvioni, con una stima di 1,7 milioni di persone che vivono in aree che hanno un grave rischio di subire disastri naturali entro 2031. Il terreno e le piante sono un servizio ecosistemico per l’assorbimento dell’acqua piovana. Questo servizio si perderebbe con la costruzione di superfici come le strade e gli edifici, che non assorbono certamente l’acqua, ma anzi lasciano scivolare via l’acqua incrementando il rischio di alluvioni. In più, molte persone sarebbero colpite dalle alluvioni molto semplicemente perchè la densità nella città sarebbe cresciuta.
Il secondo caso, lo sviluppo suburbano, tende ad avere più giardini e aree verdi con una popolazione meno concentrata: in questo modo il problema delle alluvioni diventa meno grave. Tuttavia, lo sviluppo suburbano riduce il terreno disponibile per l’agricoltura, il che può aumentare la necessità di importare più cibo da altri paesi. Inoltre smuovere il terreno significa rimuovere il carbonio dal sottosuolo. Lo studio, ha stimato che le perdite di carbonio immagazzinato potrebbero essere 3,5 volte quello stimato nello scenario di maggiore espansione, e in un periodo di 25 anni, equivarrebbe al 17% del carbonio totale emesso dalla Gran Bretagna nel 2008.
I ricercatori suggeriscono che questo mette in luce le opportunità di studio di una ‘Pianificazione intelligente’ per ridurre i rischi e aumentare i benefici di entrambe le strategie di pianificazione. Per esempio, i sistemi di scarico innovativi e i tetti verdi potrebbero contribuire a ridurre il rischio di inondazione nelle città ad alta densità.