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Tre casi di tubercolosi a Torino

All'Istituto Steiner di Torino a partire da marzo scorso sono stati accertati 3 casi di tubercolosi e 7 casi di positività al test. Si tratta di ragazzi che frequentano l'istituto e di un professore di educazione fisica. La cosa che li accomunava era la frequentazione della palestra dell'Istituto

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.09.2012

 All’Istituto Steiner di Torino a partire da marzo scorso sono stati accertati 3 casi di tubercolosi e 7 casi di positività al test. Si tratta di ragazzi che frequentano l’istituto e di un professore di educazione fisica. La cosa che li accomunava era la frequentazione della palestra dell’Istituto  

Tubercolosi

Il primo dei tre casi, un alunno di 20 anni, si è ammalato a marzo di tubercolosi polmonare infettiva. Il secondo caso è un amico del ragazzo che frequentava però un’altra sezione che ha contratto la malattia in forma pleurica non infettiva. L’ultimo caso, confermato nei giorni scorsi, è un ragazzo di 18 anni della stessa classe del primo. L’ultimo ha contratto la forma infettiva ed  è ancora in ospedale.

La procura di Torino ha aperto un fascicolo e il pm Raffaele Guarinello sta appurando se all’interno della scuola sia stata fatta la valutazione del rischio di infezione da tubercolosi.

 Anche un professore di educazione fisica e altri 7 compagni della stessa classe di due dei tre ragazzi sono risultati positivi al test senza però sviluppare la malattia. Ciò che accomuna tutti i contagiati è la frequentazione della stessa palestra.   

La tubercolosi o tisi o poriformalicosi, in sigla TBC, è una malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri, in particolare dal Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche Bacillo di Koch.

La tubercolosi attacca solitamente i polmoni, ma può colpire anche altre parti del corpo. Si trasmette per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse. La maggior parte delle infezioni che colpiscono gli esseri umani risultano essere asintomatiche, cioè si ha un’infezione latente. Circa una su dieci infezioni latenti alla fine progredisce in malattia attiva, che, se non trattata, uccide più del 50% delle persone infette.

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