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Spazio

  • Missioni Apollo: dati sulla Luna studiati ancora oggi

    Missioni Apollo: dati sulla Luna studiati ancora oggi

    Quaranta anni dopo che l’ultima navicella Apollo è stata lanciata, la scienza continua a studiare i dati provenienti da quelle missioni per comprendere meglio le caratteristiche del nostro satellite.E un esempio arriva in questi giorni in cui, gli scienziati del NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland stanno rielaborando dati dalle polveri rilevati dalle missioni Apollo 14 e 15

  • Nascita dei satelliti dei pianeti giganti potrebbe dipendere dagli anelli

    Nascita dei satelliti dei pianeti giganti potrebbe dipendere dagli anelli

    Due ricercatori francesi hanno proposto il primo modello che spiega come la maggior parte dei satelliti regolari nel nostro Sistema Solare si sia formata sugli anelli planetari. Il modello, unico nel suo genere, è stato esaminato nel 2010 sui satelliti naturali di Saturno. Il modello sembra spiegare la distribuzione attuale dei pianeti “giganti” e spiega anche come si sono formati i satelliti dei pianeti “terrestri” ad esempio, la Terra o Plutone

  • Voyager 1 scopre una nuova regione del nostro sistema solare

    Voyager 1 scopre una nuova regione del nostro sistema solare

     La sonda della NASA Voyager 1 è entrata in una nuova regione ai confini del nostro sistema solare che secondo gli scienziati sarebbe l’ultima area che il veicolo spaziale deve attraversare prima di raggiungere lo spazio interstellare. Gli scienziati si riferiscono a questa regione come una nuova autostrada magnetica per le particelle cariche, perché le linee del campo magnetico del nostro sole sono collegate a linee di campo magnetico interstellare

  • Conquista di Marte e ruolo dell’Italia, intervista a Giacomo Cao

    Conquista di Marte e ruolo dell’Italia, intervista a Giacomo Cao

    Se l’uomo dovesse visitare un giorno Marte, probabilmente lo farà all’interno di moduli abitabili costruiti a partire dallo stesso suolo marziano e grazie ad alcuni brevetti chiave italiani. E’ infatti l’Università di Cagliari a detenere alcuni dei più interessanti brevetti depositati per costruire moduli abitativi non solo su Marte, ma  anche su un asteroide o sulla Luna

  • Curiosity scopre chimica complessa su Marte, ma niente composti organici

    Curiosity scopre chimica complessa su Marte, ma niente composti organici

    Con tutte le cautele del caso, John Grotzinger, geologo e responsabile delle ricerche effettuate dal rover marziano Curiosity e gli altri scienziati della Nasa hanno annunciato che Curiosity ha osservato tracce di materiale chimico complesso, che sembra appartenere al Pianeta Rosso, contenente acqua e carbonio

  • Anche le nane brune possono avere pianeti rocciosi

    Anche le nane brune possono avere pianeti rocciosi

    Per la prima volta, gli scienziati hanno fatto una sorprendente scoperta  sulle nane brune che sfida le teorie di formazione dei pianeti rocciosi delle dimensioni della Terra attorno a queste strane stelle. Utilizzando ALMA, un radiointerferometro astronomico all’avanguardia, un team internazionale di astronomi ha svelato per la prima volta che la zona esterna di un disco di polvere che circonda una nana bruna contiene grani di polvere della dimensione del millimetro, come quelli che si trovano nei dischi più densi intorno alle stelle neonate

  • È ufficiale: scoperta acqua ghiacciata su Mercurio

    È ufficiale: scoperta acqua ghiacciata su Mercurio

    Una navicella spaziale della NASA ha individuato vasti depositi di ghiaccio d’acqua sul pianeta più vicino al Sole. Dopo decenni di ricerche è dunque arrivata la conferma di quelle che finora erano solo ipotesi.
    La temperatura di mercurio può raggiungere circa 800 gradi Fahrenheit (427 gradi Celsius), ma attorno al polo nord, nelle zone permanentemente protette dal calore del nostro Sole, la sonda Messenger della NASA ha scoperto una miscela di acqua ghiacciata e di eventuali materiali organici.

  • Super buco nero ha il 14% della massa dell’intera galassia ospite

    Super buco nero ha il 14% della massa dell’intera galassia ospite

    La scoperta di un enorme buco nero al centro di una galassia molto più piccola della Via Lattea ha lasciato perplessi gli astronomi di tutto il mondo. L’insolito buco nero rappresenta il 14 per cento della massa dell’intera galassia ospitante, invece che il solito 0,1 per cento e contiene la massa di 17 miliardi di soli

  • Curiosity scopre qualcosa, lunedì la Nasa svelerà il mistero

    Curiosity scopre qualcosa, lunedì la Nasa svelerà il mistero

    La notizia della conferenza stampa della Nasa in cui verranno rivelate nuove scoperte che “cambieranno i libri di scuola” ha scatenato, come era prevedibile, la fervida immaginazione del popolo della rete. Gli esperti si affannano a calmare le acque sui giornali americani, mentre la Nasa si prepara la conferenza del 3 dicembre facendo ricontrollare le evidenze trovate da SAM più e più volte per evitare una figuraccia di proporzioni colossali

  • L’assenza di pianeti gioviani aumenta la cintura di comete nei sistemi extrasolari

    L’assenza di pianeti gioviani aumenta la cintura di comete nei sistemi extrasolari

    Utilizzando dell’Osservatorio spaziale Herschel dell’ESA, gli astronomi hanno scoperto le vaste cinture  di comete che circondano due sistemi planetari vicini che ospitano solo pianeti di grandezza compresa tra la massa della Terra e quella di Nettuno. Si pensa che i ‘serbatoi’ di acqua presenti sulle comete siano l’origine della presenza dell’acqua nei pianeti rocciosi interni al un sistema planetario, come nel caso degli oceani presenti sulla Terra

  • Marte, scienziato annuncia scoperta che farà riscrivere i libri di storia

    Marte, scienziato annuncia scoperta che farà riscrivere i libri di storia

    Alla Nasa bocche cucite sulla presunta scoperta che ‘cambierà i libri di scuola’, stando alle parole di John Grotzinger, geologo e  responsabile delle ricerche effettuate dal rover marziano Curiosity. La rete è in gran fermento con speculazioni di ogni tipo sulla reale portata della scoperta, ma gli scienziati della Nasa sono attentissimi a non far trapelare alcun dettaglio

  • Al pianeta nano Makemake manca l’atmosfera

    Al pianeta nano Makemake manca l’atmosfera

    Makemake è un pianeta nano grande circa due terzi delle dimensioni di Plutone, e viaggia intorno al Sole su un percorso lontano, oltre l’orbita di Plutone, ma più vicino di  Eris, il pianeta nano più massiccio conosciuto nel sistema solare, più grande anche di Plutone. Gli scienziati si aspettavano che Makemake avesse un ambiente come Plutone, ma oggi sappiamo che non è così

  • Pianeti extrasolari: nane bianche e brune non sono buone candidate

    Pianeti extrasolari: nane bianche e brune non sono buone candidate

    Gli astronomi sono da tempo impegnati nella ricerca di pianeti extrasolari abitabili. La ricerca si muove per esclusione, cercando i pianeti che potrebbero avere le caratteristiche necessarie ad ospitare la vita. Secondo una nuova ricerca le nane bianche e le nane brune, che fino ad ora erano ritenute stelle che potevano avere in orbita pianeti potenzialmente abitabili, in realtà non sono delle buone candidate

     
  • Marte: accordo tra Esa e Russia entro l’anno

    Marte: accordo tra Esa e Russia entro l’anno

    L’accordo tra Esa e agenzia spaziale russa dovrebbe arrivare entro l’anno, secondo l’Esa. Da tempo l’Esa chiama la Russia come un interlocutore affidabile per non far morire il progetto di ‘conquista’ di Marte, che prevede l’invio di un satellite nel 2016 e di un rover nel 2018

  • Fotografato pianeta extrasolare che è quasi una stella

    Fotografato pianeta extrasolare che è quasi una stella

    Gli astronomi utilizzando i dati a infrarossi del telescopio Subaru nelle Hawaii hanno scoperto un pianeta “super-Giove” che ruota attorno alla luminosa stella Kappa Andromedae, che ora detiene il record per essere la stella più massiccia conosciuta ad ospitare un pianeta osservato direttamente. Di solito l’esistenza dei pianeti extrasolari si deduce tramite complicate osservazioni sulla variazione di luminosità della sua stella, ma questa volta il pianeta è stato osservato direttamente

  • Nasa svela galassia più distante, nata solo 440 milioni di anni dopo il Big Bang

    Nasa svela galassia più distante, nata solo 440 milioni di anni dopo il Big Bang

    Combinando la potenza dei telescopi spaziali Hubble e Spitzer della NASA e una “lente naturale” nello spazio, gli astronomi hanno registrato un nuovo record: la galassia più distante mai osservata nell’Universo. La galassia è apparsa come una piccola macchia ed è grande solo una frazione delle dimensioni della nostra Via Lattea, ma offre uno sguardo all’indietro in un tempo in cui l’Universo aveva solo il 3 per cento della sua età attuale, di 13,7 miliardi di anni

  • Curiosity fornirà livello radiazioni su Marte per future missioni umane

    Curiosity fornirà livello radiazioni su Marte per future missioni umane

    I nuovi dati raccolti su Marte dal rover tuttofare Curiosity sui modelli di vento e sulle radiazioni sulla superficie marziana dovute alle particelle cariche stanno aiutando gli scienziati a capire meglio l’ambiente del Pianeta Rosso, in vista di future missioni umane

  • Individuato cluster davanti all’ammasso della Nebulosa di Orione

    Individuato cluster davanti all’ammasso della Nebulosa di Orione

    La nebulosa di Orione è una delle grandi meraviglie del cielo notturno. La sua scoperta risale a 400 anni fa quando fu descritta come “nebbia” nei risultati delle osservazioni dell’astronomo francese Nicolas-Claude Fabri de Peiresc (1610)

  • Asteroide di 1,6 km si è avvicinato alla Terra, ma niente fine del mondo

    Asteroide di 1,6 km si è avvicinato alla Terra, ma niente fine del mondo

    Un asteroide da poco scoperto ha suscitato l’allarme di molti, provocando l’inevitabile ondata di notizie apocalittiche sulla fine della civiltà – d’altronde il 21 dicembre è ormai alle porte. Entra in campo addirittura la Nasa a dire che sì, l’asteroide è enorme, è vero che si sta avvicinando alla Terra, ma la sua vicinanza minima è stata di molte volte quella Terra-Luna

  • Collisioni cometarie: spiegato un enigma stellare dopo 17 anni

    Collisioni cometarie: spiegato un enigma stellare dopo 17 anni

    Un gruppo di scienziati statunitensi è riuscito a risolvere un enigma stellare 17 anni dopo la scoperta di una stella circondata da un gas misterioso.
    Ogni sei secondi, per milioni di anni, le comete si sono scontrate fra loro nei pressi di una stella nella costellazione Balena (Cetus) chiamata 49 CETI, che è visibile ad occhio nudo, lo dicono gli astronomi americani