Leucemie, tumori inspiegabili a persone giovanissime, malformazioni in animali nati negli allevamenti della zona. Questi e altri fatti stanno martoriando la vita di una piccola cittadina sarda, Quirra, sulla costa sud-orientale della Sardegna, a circa 80 km da Cagliari, poco più di duecento km più a sud della Costa Smeralda e di Olbia. C’è il forte sospetto che la base militare NATO, dove si effettuano esercitazioni in cui vengono esplosi molti tipi di proiettili e razzi, sia la causa delle malattie. Uranio impoverito, nanoparticelle di tungsteno, amianto e altri materiali pericolosi come il cesio (radioattivo) sono i principali sospettati.
Come togliersi il dubbio? Semplice, facendo delle analisi estese nella zona. Dopo lunghe proteste, sono state avviate finalmente una serie di analisi da parte delle aziende sanitarie locali, che però stanno perdendo inspiegabilmente slancio. Le indagini programmate nel territorio attorno al poligono interforze del Salto di Quirra, in Sardegna, verranno completate in tempi inspiegabilmente lunghi secondo i gruppi ambientalisti che hanno preso a cuore la faccenda.
Stefano Deliperi, portavoce delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’intervento giuridico, alla luce dei primi dati parziali di un’indagine svolte dai servizi veterinari delle Asl di Cagliari e Lanusei che ha rilevato un abnorme numero di malformazioni negli agnelli degli ovili vicini e di casi di leucemia e linfomi fra i pastori di Quirra, secondo quanto riportato dall’AGI.
“E’ una conferma di quanto sostenuto più volte dalla ricercatrice Antonietta Morena Gatti, direttrice del laboratorio dei biomateriali dell’università di Modena e uno dei maggiori esperti in materia di nanopatologie”, afferma Deliperi, a proposito della cosiddetta “sindrome di Quirra”, a più riprese denunciata negli ultimi anni da medici del posto e comitati antimilitaristi come “Gettiamo le basi”.
“Particelle infinitesimamente piccole (le nanoparticelle) di materiali esplodenti e di metalli, quali il tungsteno, possono provocare tumori gravissimi e, forse, malformazioni. E’ il caso di vederci chiaro, finalmente e una volta per tutte, con trasparenza e senza guardare in faccia nessuno”. Già nel 2004 le due associazioni ecologiste avevano inoltrato richiesta di informazioni alla Regione e alla Asl 8 su casi di tumori e malformazioni segnalati nell’area di Quirra, vicino al poligono sperimentale e di addestramento interforze, nei comuni di Villaputzu ed Escalaplano (Cagliari).
Nel 2003 nell’area l’Asl di Cagliari aveva riscontrato l’assenza di contaminazione da uranio impoverito ma la presenza di quantita’ elevate di metalli pesanti e, in particolare, di arsenico lungo il corso del Rio Corr’e Cerbu e anche nei campioni d’acqua prelevati. Sottolineando il rischio derivante dai metalli tossici per la catena alimentare, il presidio multizonale dell’Azienda sanitaria (Pmp) aveva considerato necessario completare le indagini ambientali per ricavare un quadro affidabile.
“Le indagini sanitarie ed epidemiologiche, nonche’ i monitoraggi ambientali, devono essere continui, efficaci, trasparenti e pubblici”, sostiene Deliperi, “soprattutto quando si riferiscono a ‘dubbi’ sanitari per la popolazione e ad aree di rilevante interesse ambientale”.
Qui un filmato del 2008, sintesi di un servizio di Report (Rai Tre), che mostra il problema in tutta la sua tragicità:
Seconda parte:
Terza parte: