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Le regioni sul piede di guerra

Scritto da Renzo Moschini il 16.08.2017

Dopo il referendum  sulle riforme istituzionali è calata la tela. Tanto è vero che pur non avendo abrogato le province la legge che le ha mandate in pensione è ancora in vigore. Poi ad alcune regioni  del Nord –leghiste- è venuta l’idea di batter cassa con un referendum che le dotasse dei poteri e delle risorse riservate a quelle speciali in particolare Trentino-Altoadige, Val D’Aosta. Anche  le altre regioni  che non hanno dimenticato che il referendum doveva punirle –secondo l’intento dichiarato  di Renzi e della Boschi-hanno rimesso mano, specie sull’ambiente, che  lo stato intendeva recuperare ad un invadente centralismo, a proprie leggi regionali per tornare a farsi valere. Peccato che questo stia avvenendo come risulta da una recente intervista di Delrio nel modo peggiore, a conferma che su questi temi anche il Pd al governo come nelle regioni –salvo lodevoli eccezioni-mostri di avere perso la bussola. Dalla Sardegna alla Campania, dall’Emilia-Romagna alla Sicilia, dalle Marche alla Puglia l’abusivismo in omaggio evidentemente alla recente legge sugli ecoreati, torna a spadroneggiare anche sulle coste dove in barba  ai divieti entro i 300 metri, tornano ad ‘ospitare’ di tutto e di più.

Quello che sta emergendo con allarmante chiarezza sulle questioni più drammatiche del paese dall’abusivismo all’inquinamento, dagli incendi alla tutela della natura come ha riconosciuto Tommaso Nannicini responsabile economico del Pd anche quando ci sono piani settoriali, manca il coordinamento tra i ministeri fanno invece spesso scaricabarile anzichè ricercare maggiore implementazione. Qui gli esempi si sprecano  dai piani di bacino a quelli  dei parchi, per le aree interne come per il  Santuario dei cetacei dove i quattro ministeri della cabina di regia probabilmente non si sono mai incontrati, nonostante le critiche e proteste ripetute della Francia. D’altronde il modo come il Pd sta gestendo in parlamento la nuova legge sui parchi in ballo ormai da anni la dice lunga sulle tante chiacchere sul ruolo del partito. Se ai congressi e alle nuove elezioni anche in Toscana ci andremo con questa musica prepariamoci ad una bella leva di commissari e Avanti tutta.

Renzo Moschini

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