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Quando il fotovoltaico diventa portatile

Scritto da Micaela Conterio il 05.12.2013

Ricaricare il proprio device, sia esso uno smartphone o un tablet o un portatile, con un sistema fotovoltaico non è più una novità. È una novità quando a progettarlo è la Apple. È notizia di questi giorni, infatti, che l’azienda di Cupertino abbia ottenuto un brevetto, richiesto ad agosto 2012, per integrare il fotovoltaico nei suoi dispositivi. Una tecnologia, cioè, in grado di immagazzinare l’energia solare per la ricarica di un mac book, iPhone, iPad o iPod touch, che potrebbe essere messa a breve sul mercato. Oppure no. Potrebbe anche non esserlo: anche in passato la Apple ha depositato brevetti per progetti non sempre realizzati, proprio per evitare che sia qualcun’altro a muoversi in quella direzione. Il sistema dovrebbe essere dotato di pannello solare portatile da collegarsi al dispositivo, che durante la fase diurna immagazzina l’energia solare, trasformata successivamente in corrente o alimentazione. Questo tipo di caricabatteria fotovoltaico, non è un’idea nuova, ma è stata implementata finora a scapito dell’usabilità del dispositivo. In realtà la Apple, visto lo sviluppo della tecnologia ad impronte digitali per il nuovo iPhone, potrebbe rivelarsi la più idonea per tale progetto. 

Kosmos, ombrellone fotovoltaico

Kosmos, ombrellone fotovoltaico

Esempio di quanto l’applicazione di pannelli solari a oggetti di uso comune stia diventando una mania contagiosa ce lo fornisce un italiano,  Marco Ballini, fissato con il fotovoltaico: “Le mie idee, i prototipi, i progetti di sviluppo e le applicazioni si basano sulla tecnologia OPV (organic photovoltaic)  – ci ha spiegato –  e in particolare il ramo che utilizza polimeri plastici per la creazione di celle fotovoltaiche messe a punto dallo svizzero Michael Graetzel. Queste celle oltre ad essere estremamente leggere e flessibili sono riciclabili al 100% come un comune materiale plastico a fine ciclo vita. Anche il succo di mirtilli, ad esempio, può diventare un ottimo fotoattivatore di celle solari organiche”. 

L’azienda che le produce, infatti, è la statunitense Konarka, che ha ottenuto dal National Energy Renewable Laboratory il record mondiale di efficienza energetica per le sue celle organiche, con un 8.3%, mentre il silicio ha un rendimento del 15-20%.
Una tecnologia innovativa, messa per la prima volta in commercio in Italia. Ma dove applicare questi pannelli?  

Marco Ballini ha pensato come prima ipotesi ad una borsa a tracolla fornita di un pannello di celle solari organiche da 1,5W, dotata internamente di un doppio fondo a protezione dei cavi che caricano un accumulatore, in grado di distribuire energia ai dispositivi ricaricabili tramite un’uscita USB. In pratica il sole colpisce il pannello che ricarica le batterie al litio integrate, che a loro volta ricaricano telefonini, lettori mp3, fotocamere. Ma non si è fermato qui. Ha pensato bene di applicare la stessa tecnologia in celle organiche anche agli ombrelloni: Kosmos (ombrellone) ed Eclipse (parasole), che possono arrivare ad una potenza di 60 Watt. Anche in questo caso, grazie alla batteria posta alla base, alle due porte usb da 5V e alla presa da 12V, è possibile ricaricare fino a dieci iPhone con una sola carica, ma anche un laptop in appena 30-40 minuti.

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