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Morsi destituito: festa in piazza Tahrir

Scritto da Chiara Pane il 04.07.2013

Il Cairo – Ieri sera Mohamed Morsi é stato destituito dall’incarico di presidente e posto in stato di fermo, mentre la piazza Tahrir é esplosa in festa per tutta la notte.

Si tratta di un golpe militare che annulla il risultato delle elezioni democratiche del 2012, ma fortemente sostenuto dalla popolazione. A dare la notizia é stato proprio il capo delle forze armate egiziane, Abdel Fattah al-Sissi, durante una diretta televisiva. Il capo militare ha spiegato le motivazioni che hanno spinto l’esercito ad agire in modo unilaterale ed ha anche annunciato la sospensione provvisoria della Costituzione e imminenti elezioni parlamentari.

Egitto_Morsi

Alla base della decisione di intervenire contro Mohamed Morsi il suo rifiuto di collaborazione per la risoluzione della crisi egiziana. Al-Sissi ha spiegato di aver “provato in tutti i modi a promuovere la riconciliazione nazionale”, respinta però dall’ex presidente Mohamed Morsi.

“Divisione sociale e crisi” sono state parole ricorrenti del discorso di al-Sissi, che ha illustrato i punti salienti della road map che guiderà questo nuovo cammino egiziano, annunciando la creazione di una Commissione mista, formata da esponenti di tutte le forze politiche del Paese, incaricata di modificare la costituzione. Ad occuparsi dell’organizzazione delle elezioni presidenziali sarà invece la corte suprema della magistratura, che dovrà vagliarne la correttezza e la trasparenza.

Durante il discorso alla nazione, in portavoce dell’esercito ha inoltre chiesto al popolo egiziano manifestare in modo pacifico, puntualizzando con fermezza che le forze armate si opporranno alla violenza di piazza.

Accanto al generale, il premio nobel per la pace Mohamed el Baradei, sta gestendo le trattative internazionali. Il suo invito alla sua popolazione è quello di agire in modo non violento al fine di entrare in nuova fase basata ” sui principi della libertà e della giustizia”, come ha scritto sul un messaggio di Twitter.

Si apre quindi un nuovo processo di transizione per l’Egitto che non riesce a trovare il proprio equilibrio e che appare sempre più diviso. A dispetto della volontà dell’esercito, però, le spaccature interne si trasformano in scontri fisici e le vittime aumentano di ora in ora. Oltre agli scontri fra esponenti dei fratelli musulmani e gli oppositori di Morsi, ci sono inoltre i terribili casi di violenza commessi contro le donne. Fra la confusione delle strade stanno infatti agendo uomini senza scrupoli che riversano le loro perversioni contro le donne. Un centinaio di donne sarebbero state vittime di violenze negli ultimi giorni. A denunciarlo è l’ organizzazione internazionale Human Rights Watch, che in un comunicato parla di “almeno 91 manifestanti aggredite sessualmente e in alcuni casi stuprate in piazza Tahrir in un clima di impunità”.

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