Gaianews

Umberto Veronesi sulla sigaretta elettronica: “salveremmo almeno 30.000 vite all’anno”

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 06.11.2013

Presentando i risultati di un primo studio dell’Istituto Europeo di Oncologia, l’oncologo Umberto Veronesi ha sottolineato l’importanza di studiare la sigaretta elettronica come mezzo per combattere la dipendenza dal fumo e salvare delle vite in Italia e nel mondo.

“Se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco (le sigarette elettroniche) salveremmo almeno 30.000 vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo. Oggi stiamo dibattendo quindi del più grave problema sanitario del nostro secolo: lo stop al fumo. Per questo abbiamo il dovere morale di studiare scientificamente la sigaretta smoke free, e all’Istituto europeo abbiamo deciso di farlo”.

veronesi

Lo studio condotto dallo IEO ha coinvolto 65 pazienti fumatori di almeno 10 sigarette al giorno da almeno 10 anni e affetti da tumore o da infarto miocardico recente. Lo studio è stato condotto presso l’Ospedale San Raffaele di Milano e il Centro Cardiologico Monzino di Milano e ha avuto come obiettivo di studiare la validità della sigaretta elettronica per smettere di fumare in aggiunta all’attività di counseling normalmente esercitata da personale medico dedicato. Secondo gli esperti dello IEO infatti, la e-cigarette ha dimostrato di avere un effetto anti-craving (il craving è un desiderio compulsivo, una necessità profonda ed acuta), per questo si può ipotizzare una sua possibile efficacia nei protocolli di disassuefazione dal fumo.

“I risultati sui 65 pazienti arruolati – ha spiegato Carlo Cipolla, Direttore della Divisione di Cardiologia – mostrano che dopo 6 mesi chi usa la sigaretta elettronica smette di fumare nel 60% dei casi, contro la metà (32%) di chi non la
utilizza. Anche chi non riesce a smettere, riduce drasticamente il numero di sigarette fumate (meno 10) mentre chi non la usa riduce in maniera inferiore (circa 6). Il 60% dei pazienti dà un buon giudizio sulla sigaretta senza tabacco e l’80% la giudica un buon modo per ridurre il numero di sigarette fumate. Sulla base di questi dati riteniamo che sarebbe delittuoso non continuare a studiare uno dei pochissimi mezzi che abbiamo trovato contro il più potente killer conosciuto”.

“Il dibattito sulla sigaretta tobacco free – continua Veronesi – si è concentrato soprattutto sul mercato: chi le deve vendere, quali interessi nascondono e se lo Stato ci deve, o può, guadagnare; pochi si sono soffermati sul cuore della questione: la salute dei cittadini. Le centinaia di morti quotidiane dovute al tabacco vengono ignorate ed è ignorato il loro dolore. Addirittura il nostro Stato, attraverso il Monopolio sui pacchetti di sigarette, lucra su questa
tragedia invece di combatterla con ogni mezzo che la ricerca scientifica mette a disposizione”.

Il vizio della sigaretta è ormai considerato come una dipendenza. La sigaretta elettronica, spiegano quindi gli esperti, deve essere studiata approfonditamente perchè potrebbe dimostrarsi un validissimo aiuto, inserita in un contesto in cui altre terapie, anche psicologiche, vengono messe in gioco, affinchè il paziente possa essere messo in grado di smettere di fumare, eliminando alla radice la dipendenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA