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Ipazia, la cometa che cadde sulla terra 28 milioni di anni fa

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 09.10.2013

Mentre il viaggio della Cometa ISON nel nostro sistema solare ci tiene sulle spine, un team di scienziati sudafricani insieme con collaboratori internazionali ha fornito le prime evidenze in assoluto della caduta sulla terra di una cometa, alla quale è stato dato il nome di IPAZIA. L’astro, al suo passaggio e al momento dell’impatto, ha distrutto ogni forma di vita.  La scoperta, oltre ad essere eccezionale perchè fornisce la prova di un impatto da cometa avvenuto milioni di anni fa, può fornire informazioni importanti sulla formazione del nostro sistema solare.

IPAZIA

Il professor David Block della Wits University, ha spiegato che siamo abituati a vedere il passaggio delle comete, ma mai avevamo trovato tracce di una cometa sulla Terra.

La cometa è entrata nell’atmosfera terrestre sopra l’Egitto circa 28 milioni di anni fa. Quando è entrata nell’atmosfera , è esplosa, riscaldando la sabbia ad una temperatura di circa 2000 gradi Celsius  e formando una quantità enorme di vetro giallo  di silice che si è disperso su 6000 chilometri quadrati  nella zona del Sahara. Un magnifico esemplare di questo vetro si trova nella spilla di Tutankhamon nello scarabeo giallo-marrone.

La ricerca, che sarà pubblicata su Earth and Planetary Science Letters , è stata condotta grazie ad una collaborazione di geologi , fisici e astronomi tra cui David  Block,  Jan Kramers dell’Università di Johannesburg, il dottor Marco Andreoli della South African Nuclear Energy Corporation e Chris Harris dell’Università di Città del Capo.

Il team ha studiato un misterioso sasso nero trovato anni fa da un geologo egiziano. Dopo aver condotto analisi chimiche altamente sofisticate su questo sasso, gli autori sono giunti alla conclusione che non era un insolito meteorite, ma bensì il primo pezzo mai trovato di una cometa.

L’ impatto dell’esplosione ha anche prodotto diamanti microscopici . “Parte della cometa nello shock dell’impatto ha prodotto i diamanti,” ha spiegato Kramers.

Il sasso misterioso è stato chiamato Ipazia, in onore di Ipazia di Alessandria.

I resti di una cometa non si trovano facilmente.”La NASA e l’ESA ( Agenzia Spaziale Europea) spendono miliardi di dollari per raccogliere pochi microgrammi di materiale della cometa e riportarla sulla Terra , e ora abbiamo un approccio radicalmente nuovo per studiare questo materiale , senza spendere miliardi di dollari” dice Kramers .

Lo studio di Ipazia si è sviluppato in un programma internazionale di collaborazione di ricerca , coordinato da Andreoli, che coinvolge un numero crescente di scienziati provenienti da una varietà di discipline. Il Dott. Mario di Martino dell’Osservatorio Astrofisico di Torino ha condotto numerose spedizioni nella “zona del vetro” nel deserto .

“Le comete contengono i segreti per studiare la formazione del nostro sistema solare e questa scoperta ci dà un’opportunità senza precedenti per studiare una cometa di prima mano”, ha concluso Block .

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