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Esiste un vero legame tra cibo ed obesità?

Scritto da Silvia Buda il 15.10.2015

Esiste un vero legame tra cibo ed obesità? La risposta è sì. Dalla scoperta del CAN ACNCanadian Association for Neuroscience – è stato rivelato che il fruttosio, noto zucchero presente in numerosi alimenti, e gli alimenti in esso contenuti, creano dipendenza, una certa tossicità nell’organismo dell’essere umano, difatti i cibi cosiddetti “cattivi” creano una dipendenza tossica per chi li ingerisce quotidianamente.

L’alto contenuto di zuccheri nelle bevande analcoliche oppure in alimenti come biscotti, snack vari, caramelle conducono certamente all’obesità ed hanno un impatto malsano sul cervello e sul suo funzionamento.

Il fast food è cibo trash, cibo spazzatura. Una specie di “immondizia” che viene rivestita e presentata in modo da sembrare allettante agli occhi dei consumatori che ignari degli elementi chimici in essi contenuti ne fanno un largo uso. Al cattivo utilizzo di questi cibi si va ad aggiungere l’aumento dell’obesità che in Italia viene continuamente monitorato e tenuto sotto controllo. Si calcola che negli anni che vanno dal 2012 al 2013, l’aumento di peso, nella fascia dagli 8 ai 9 anni si sia abbassata solo dell’ 1,1 % e soltanto una maggiore presa di coscienza e un’inversione di tendenza potrebbe sensibilmente ridurre questi dati.

Ciò che bisognerebbe sapere è capire bene che cosa sta dietro. Se solo ognuno di noi avesse a disposizione un modo per capire e svelare gli elementi di cui è composto ciò che mangiamo veramente, di sicuro ci renderemmo conto dell’effetto nocivo che ogni elemento ha sul nostro organismo. Argomento questo che è stato posto al centro della manifestazione che ormai volge quasi al termine, che è proprio l’Expo di Milano 2015.

Secondo i dati resi disponibili dalla fonte Istat, si registra un maggior numero di persone obese nel Sud Italia, l’obesità sarebbe più forte nel mezzogiorno. Tra le regioni più “educate” dal punto di vista alimentare si trovano, invece, quelle al Centro e Centro-Nord, probabilmente a causa di fattori culturali, sociali ed educativi.

Una migliore collaborazione e sinergia da parte di utenti, cittadini e istituzioni creerebbe una rete in grado di migliorare la società in cui viviamo e di svelare cosa mettiamo quotidianamente nel nostro piatto. Asili e scuole, insieme alle varie istituzioni, dovrebbero educare all’arte del mangiare bene e della buona tavola, arte di cui si vanta enormemente il nostro paese, ma al centro bisognerebbe sempre porre la famiglia che potrebbe e dovrebbe farsi promotrice “illuminando” i propri figli ad un’educazione alimentare più sana ed eco-sostenibile.

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