Dopo la catena di supermercati Coop, anche l’associazione dei consumatori Adiconsum si è espressa contro la nuova azione del governo Monti, che ha infine ridotto l’elenco dei farmaci di fascia C che potranno ‘uscire’ dalle farmacie ed essere venduti nei negozi in presenza di un farmacista a 136 farmaci.
Pietro Giordano, dell’Adiconsum, ha espresso un giudizio “assolutamente negativo sul delisting dei farmaci di fascia C. Un clamoroso Autogol del Governo Monti”.
L’associazione dei consumatori ha detto che la mancata liberalizzazione significherà un’ulteriore spesa per più per i consumatori, a causa della mancata concorrenza che non permetterà ai prezzi di scendere.
Il clamoroso autogol – secondo Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – è seguito al giudizio negativo di Coop, che aveva detto: “Abbiamo a che fare con un decreto anti-liberalizzazione che mantiene lo status quo a appannaggio delle farmacie ed è persino peggiorativo rispetto alla situazione precedente – sostiene la Coop – Per i consumatori nessuna boccata d’ossigeno e nessuna diminuzione di prezzo dei farmaci per non aver messo in campo i veri canali alternativi che sarebbero stati la distribuzione moderna e le parafarmacie. Così facendo si è gettata alle ortiche una liberalizzazione che solo nel settore farmaci (tra corner della Gdo e parafarmacie), così come era nella primaria intenzione del Governo, avrebbe potuto generare una diminuzione dei prezzi per un valore pari a 250 milioni complessivi a beneficio dei consumatori. E ci si è accontentati delle briciole”.
Critica ricalcata da Adiconsum. La spesa per i consumatori – ha detto ora Giordano – è dovuta alla mancanza di canali alternativi di fatto ripropone il monopolio delle farmacie, e quindi nessuna concreta possibilità di riduzione dei costi dei farmaci.
Una scelta veramente anti-liberalizzazioni – prosegue Giordano – che riporta indietro di molti anni il nostro Paese.
Negativo anche il giudizio sull’omologazione dei requisiti strutturali dei corner a quelli delle farmacie vere e proprie, che vanifica secondo Adiconsum l’operato di tanti giovani farmacisti che pur non provenendo da famiglie farmaciste avevano avuto la possibilità di esercitare la professione per la quale si sono laureati.