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Malattie parassitarie umane diminuiscono quando aumenta la biodiversità

In un nuovo studio pubblicato il 27 dicembre nella rivista PLoS Biology, si sostiene che le malattie parassitarie abbiano notevoli ripercussioni sullo sviluppo economico dei paesi di tutto il mondo

Scritto da Giuseppe Mirabella il 05.01.2013

In un nuovo studio pubblicato il 27 dicembre nella rivista PLoS Biology, si sostiene che le malattie parassitarie abbiano notevoli ripercussioni sullo sviluppo economico dei paesi di tutto il mondo.

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La novità della ricerca consiste nell’aver compreso che tali patologie sono influenzate dall’ ecosistema ed in particolare che la loro incidenza cala, quando aumenta la biodiversità.

Esse inoltre sono determinanti per le differenze di reddito tra i paesi tropicali e temperati: questo potrebbe avere ripercussioni significative sulle politiche sanitarie dei paesi in via di sviluppo.

Il team di ricercatori, guidato da Matthew Bonds, un economista della Harvard Medical School, è stato incuriosito dal fatto che i paesi tropicali sono generalmente costituiti da popolazioni agricole, mentre i paesi in regioni temperate sono più ricchi e industrializzati: studiare la correlazione tra povertà, malattia ed ecologia è la sfida centrale della loro analisi statistica.

 I risultati dell’indagine suggeriscono che la malattie infettive hanno un potente effetto sulla salute economica di una nazione così come la governance politica. Dicono gli autori: “La principale fonte di sostentamento delle popolazioni povere è il proprio lavoro”, “le malattie infettive, che sono regolate dall’ambiente, sistematicamente rubano risorse umane. Economicamente parlando, l’effetto è simile a quello della criminalità e della corruzione: esse minano la crescita economica.”

 Questo risultato ha un significato importante per le organizzazioni umanitarie internazionali, in quanto indica che il denaro speso per la lotta contro la malattie infettive potrebbe stimolare la crescita economica. Inoltre, anche se la diversità delle malattie umane è altamente correlata con la diversità delle specie circostanti, lo studio indica che il peso di tali malattie umane scende, quando aumenta la biodiversità. Per spiegare questo fenomeno gli autori suggeriscono, laddove sia presente un contesto ecologico eterogeneo, che la lotta per la sopravvivenza e la predazione limitino la presenza dei “vettori” delle malattie trasmissibili. La ricerca ha posto le basi per una serie di analisi future, centrate sul rapporto tra fondi di assistenza sanitaria e sviluppo economico.

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