
Virus della dengue, la più importante arbovirosi umana
Le malattie tropicali neglette colpiscono un miliardo di persone all’anno. Vengono chiamate neglette perchè sono malattie messe nel dimenticatoio e trascurate. Il ministro della Salute Renato Balduzzi alla 65° assemblea generale dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) di Ginevra, ha annunciato che tali malattie si stanno ora diffondendo anche in Europa.
Le malattie tropicali neglette sono malattie in gran parte già da tempo debellate nei paesi industrializzati. Sono 13 tra infezioni parassitarie o batteriche che colpiscono un sesto della popolazione mondiale mentre altri due miliardi di persone sono a rischio contagio.
“Colpiscono un miliardo di persone, sono endemiche in 149 paesi e la globalizzazione le sta ‘importando’ anche in Europa.
Il ministro è intervenuto nella sessione Oms dedicata alla malattie tropicali neglette, come la dengue, la malattia del sonno, la lebbra, la bilharziosi, l’oncocercosi, conosciuta anche come cecità fluviale, altamente debilitanti e che provocano disabilità, spesso molto trascurate, che colpiscono milioni di persone nella zone più povere del mondo, con gravi problemi sanitari e conseguenze deleterie per lo sviluppo di intere popolazioni. Balduzzi specifica l’importanza per il nostro futuro di evitare che tali malattie restino “neglette”. Questo deve valere in primisi per quelle malattie che si stanno diffondendo rapidamente anche in Europa a causa della globalizzazione, e che provocano problemi alla salute pubblica soprattutto nelle regioni del sud dell’Europa, come è accaduto nei casi di chikungunya in Italia nel 2007 e di dengue in Francia e in Croazia nel 2010.
Il rapporto “Agire per contrastare l’impatto mondiale delle malattie tropicali neglette” copre 17 malattie tropicali neglette ampiamente diffuse nei paesi poveri, dove le condizioni abitative sono spesso inferiori agli standard, l’ambiente è inquinato e abbondano gli insetti e gli animali vettori di
malattie. “Si tratta di malattie debilitanti, a volte orribili, che spesso vengono accettate come conseguenze ineluttabili della condizione di povertà”, dice Margaret Chan, il direttore Generale dell’OMS. “Le strategie individuate in questo report costituiscono un grande passo avanti. Se applicate su vasta scala, possono ridurre in maniera sostanziale il carico di morbilità, spezzando il circolo vizioso di infezione, disabilità e perdita di opportunità che mantiene le persone in uno stato di povertà”. Le conseguenze di un’infezione a lungo termine variano da malattia a malattia e includono cecità,
ulcere e cicatrici sfiguranti, dolore intenso, deformità degli arti, disturbi dello sviluppo mentale e fisico, e danni agli organi interni. A livello mondiale, queste malattie sono endemiche in 149 paesi e territori, e rovinano l’esistenza di almeno un miliardo di persone.