Gli elettori tunisini sono stati chiamati alle urne oggi per selezionare la cosiddetta Assemblea Costituente, incaricata di redigere una nuova costituzione e tracciare una roadmap politica per il paese nordafricano.
Sarà la prima elezione democratica dopo l’indipendenza della Tunisia nel 1956. Più di 100 partiti sono in corsa per uno dei 217 posti disponibile nell’assembrea. Un netto contrasto con tutte le passate elezioni quando gli elettori sono stati costretti a rieleggere il partito di governo.
Una volta che il nuovo governo si sarà stabilito, i rappresentanti scriveranno una nuova costituzione per sostituire quella utilizzata dal vecchio regime del dittatore Zine el Abidine Ben Ali, rovesciato in Tunisia nella rivoluzione di gennaio, che ha scatenato un’ondata di rivolte in tutto il Nord Africa e nel Medio Oriente, la cosiddetta primavera araba.
Gli osservatori prevedono che il partito islamico moderato Ennahdha vincerà la maggioranza dei voti, ma che non riuscirà a prendere abbastanza voti per governare da sola. E infatti è già in trattative per formare coalizioni.
I seggi elettorali saranno sorvegliati dalla polizia e dai soldati, e migliaia di osservatori elettorali nazionali ed esteri e giornalisti saranno in Tunisia per assistere al voto.