Gaianews

25 novembre

Scritto da Maria Rosa Pantè il 25.11.2013

L’ennesima giornata su qualcosa, ogni giorno una giornata internazionale su qualcosa. Santocielo basta! Ogni giorno una nuova ricorrenza.

Non so più a cosa serva.

Le troppe giornate ricordano che ci sono troppe ingiustizie e questo fa male.

Dante Gabriel Rossetti, Pia de' Tlomei

Dante Gabriel Rossetti, Pia de’ Tlomei

D’altra parte talvolta ho pensato, malignamente, che chi indice una giornata forse spera che si perda nel mucchio di giornate.

365 giorni non basterebbero a ricordare tutte le cose che non vanno, tutte le fragilità da sostenere, tutte le meraviglie che si stanno perdendo, tutti coloro che chiedono aiuto.

(E non hanno il numero di telefono di un ministro!).

Ogni giorno un ricordo, un auspicio, una commemorazione, una speranza, un dolore, una dimenticanza che scivola verso l’indifferenza, la saturazione, il già detto: -ah è già passato un anno? 

E così il 25 novembre quest’anno mi sono scocciata, non ci penso più. L’anno scorso, – ah è già passato un anno? – L’anno scorso volevo fare, organizzare, coinvolgere.

Quest’anno non ho nemmeno voglia di essere coinvolta.

Tanto non cambia. Tanto è tutto uguale, tanto io non conto nulla quest’anno addirittura mi chiedo: e se fosse controproducente? Se il 25 proprio il 25 novembre giornata internazionale sulla violenza contro le donne si uccidessero più donne?

Insomma non volevo nemmeno scriverne, volevo metterci una pietra sopra: sulla data. Le donne assassinate la pietra ce l’hanno già.

Poi mi sono ricordata di questi versi di Dante: 

“Deh, quando tu sarai tornato al mondo
e riposato de la lunga via”,
seguitò ‘l terzo spirito al secondo,

“ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che ’nnanellata pria

disposando m’avea con la sua gemma”. 

(Divina Comemdia, Purgatorio, V)

 

Parla Pia de’ Tolomei, uccisa dal marito. Così ho capito che bisogna parlarne, per forza, tacere non si può. Bisogna denunciare per dare forza alle parole, alla fragilità, al coraggio delle denunce. Le donne che muoiono uccise da uomini crudeli, che non le amano, queste donne non avranno un Dante a ricordarle e allora dobbiamo farlo noi: le donne ancora vive e gli uomini che le amano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA