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Festa mondiale della poesia

Scritto da Maria Rosa Pantè il 20.03.2017

Fra qualche giorno sarà la Giornata Mondiale della poesia, ho pensato mentre in auto andavo a scuola. Un breve tratto, ma fatto più lungo dai pensieri. Il pensiero era come avvicinare i ragazzi alla poesia, come renderli dipendenti dalla poesia, dalla bellezza, dalla verità, dalla inconoscibilità della poesia. La distillazione del linguaggio umano, quella cosa che arriva all’essenza e forse ci apre varchi (così li chiamava Montale) su una qualche verità del nostro essere al mondo, del nostro essere chi siamo.

Tutto questo pensavo e soprattutto come farlo sentire ai ragazzi, farlo sentire sulla pelle, sotto le dita, nel cuore, non solo studiarlo sui banchi.

Così ho immaginato un DICA.

Sì un vero e proprio DICA che ho costruito a scuola sia pure in modo un po’ rudimentale. Il DICA potrebbe essere una grande invenzione e in giro ce ne sono già, ma hanno nomi diversi.

Per chi non lo sapesse parlo di un DI stributore C asuale A utomatico di poesia.

Ho scelto un centinaio di versi e brevi poesie dei poeti più disparati: sparsi nel mondo, nel tempo, uomini, donne, angeli. Divinità. Ho fatto varie copie dei piccoli fogli, li ho ripiegati, ma non troppo strettamente, li ho lasciati vaporosi come foglie appena cadute dagli alberi o nuvole soffiate dal vento.

Ho messo le nuvole nelle sacche trasparenti in cui si mettono i fogli perché non si rovinino e le ho appese ai distributori dell’acqua, che sono tre, nella scuola dove io lavoro. Ho scelto l’acqua che fluisce indispensabile ed essenziale come la grande poesia.

Accanto alle buste ho messo un foglio che non dice nulla, ma fa sentire tutto, ecco il testo:

Le risposte, l’amore, il destino, il volo in poesia. Trovi tutto qui

Pesca un verso.

Lascia un verso.

Ho piazzato le tre installazioni senza dire nulla a nessuno, nemmeno ai colleghi. Spero sempre che almeno queste cose stupiscano e fioriscano da sole. Se devono fiorire, se no s’è provato.

Ebbene ho dovuto rifornire due delle sacche, la terza è nel piano con pochi allievi. La prima mattina delle poesie non c’era traccia e ho anche scoperto che alcuni allievi avevano lasciato un verso oltre a prenderlo. Ho visto ragazze e ragazzi andare a cercare e leggere golosi, parevano davvero golosi, il loro verso, la loro risposta, la loro poesia. E qualcuno, saputo che era una mia idea, mi ha detto grazie, che bello, una grande idea.

Una piccola idea in realtà grande è la poesia e miracolosa e miracolante.

La cosa più bella è stato sapere che il mio collega e amico ha pescato e ha tenuto la sua poesia nel portafoglio. Era la poesia della Merini sono nata il 21 a primavera, una poesia sulla poesia che per un amico è quel che si desidera.

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