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Il ritorno dei vitalizi

Scritto da Maria Rosa Pantè il 10.01.2018

La notizia per cui i tagli e i tetti ai vitalizi sono in scadenza in tutta Italia e verranno ripristinati i compensi pieni con un costo piuttosto consistente per i cittadini, mi ha fatto venire in mente la canzone di Fo, Jannacci e Pozzetto: “Ho visto un re”.

Piange il re, piange, il vescovo e l’imperatore cui hanno portato via una misera parte del loro enorme patrimonio, piange il ricco, l’unico che non piange è il contadino, cui gli altri hanno portato via tutto, persino un figlio militare… Non piange il contadino non per un particolare stoicismo o per sprezzo delle ricchezze, come piacerebbe a noi, non piange solo per un’ulteriore forma di schiavitù e prevaricazione, non piange perché deve stare allegro per non rattristare il re, l’imperatore, il vescovo che stanno tutti sopra di lui.

Ecco, il mondo va così.

Questa volta voglio davvero lamentarmi.

Avrei desiderato andare in pensione prima della mia lontana scadenza naturale, con la cosiddetta “Opzione donna”, che permetterebbe con certi requisiti di andare in pensione anticipatamente, sia pure con una cifra di molto inferiore a quella maturata e per tutta la vita (che resta). Purtroppo non posso, non hanno rinnovato questa possibilità per mancanza di fondi.

Invece ai poveri parlamentari e consiglieri regionali tutto viene restituito, ogni privilegio. Mi sa che i soldi della mia opzione donna se ne vanno lì…

Non possiamo nemmeno dire che sia del tutto colpa della casta, perché è stata una sentenza della Consulta, cioè della Corte Costituzionale, a stabilire che i diritti acquisti si possono sospendere solo temporaneamente e non annullare.

Dunque fatemi capire i diritti acquisiti sono solo quelli dei politici? Dei parlamentari? Magari dei super pensionati tra cui certo i membri della Consulta?

Forse dovrei portare rispetto o almeno non piangere per non rattristare tutta questa brava gente.

E invece sono un contadino crudele e ribelle e mi lamento eccome.

E lo dico al mondo che siamo in un sistema troppo ingiusto, che mina la fiducia nella politica e così mina la democrazia e forse chi gode dei vitalizi lo sa e prima di affondare arraffa tutto quel che può.

Che fare oltre a questo tentativo di informazione? Siamo alla viglia delle elezioni, mi auguro che tutte queste ingiustizie facciano scegliere oculatamente l’elettorato.

Non è certo il migrante che ci affama, ma chi ci governa nell’ambito politico e soprattutto economico e finanziario, sarebbe bello che tutti lo capissimo, forse sarebbe più difficile prenderci in giro.

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