Gaianews

Teatro e cultura per crescere a Siracusa

Scritto da Giusy Cerniglia il 23.06.2011
Teatro greco di Siracusa

Teatro greco di Siracusa

Molte scuole italiane continuano ad usufruire dei fondi Europei per attuare progetti didattici per alunni con lo scopo di incrementare conoscenze ed abilità. L’obiettivo primario è proprio quello di attuare una nuova didattica educativa e formativa volta a “Saper Fare” e “Saper Essere”; una metodologia multidisciplinare che si avvale dei contributi delle neuroscienze, oltre che della pedagogia e della psicologia, per costruire nuovi percorsi, anche sperimentali, che permettano all’individuo di acquisire nuove competenze e allo stesso tempo di modulare con maggiore controllo sentimenti ed emozioni.

Stiamo parlando del caso della “didattica teatrale” che rende gli alunni in grado di mettere in scena, in brevissimo tempo, drammaturgie classiche, testi all’avanguardia o addirittura satire.

Da diversi anni, qualcuno ha creduto ed investito tutte le sue energie in questo tipo di percorsi educativi, parlo del giovanissimo regista e drammaturgo Michele Dell’Utri di Siracusa, componente del corpo di attori dell’Inda, Istituto Nazionale del Dramma Antico, pregiata fondazione culturale che dal 1925 è impegnata nella valorizzazione e riscoperta dell’importanza delle tragedie greche, proposte di anno in anno con maestose rappresentazioni presso il magnifico teatro greco di Siracusa, risalente al V secolo a.C.

Dell’Utri fa sempre parlare di sé per i suoi successi teatrali riscossi anche al Teatro Greco di Palazzolo Acreide, in occasione del Festival Internazionale dei giovani, grazie ai suoi allievi dell’Istituto Polivalente Quintiliano di Siracusa che magistralmente hanno saputo rappresentare commedie classiche come “Lisistrata” di Aristofane, tragedie e brani di epica come “Dicono di Ulisse”, testo interamente riadattato ed elaborato da Michele Dell’Utri e dagli alunni stessi con la supervisione della professoressa Noemi Aliotta, tutor del progetto.

Ma quest’anno l’attenzione si deve rivolgere alla particolare novità del lavoro svolto, il Team si è voluto cimentare in qualcosa di più costruttivo, non la rappresentazione di un testo classico ma un testo creativo frutto di ricerca, una raccolta di vedute svariate e variegate, uno studio attraverso il tempo e con il sussidio di grandi autori. Così è nato un “Viaggio di Ulisse” come lo volevano i suoi allievi, plasmato alle esigenze sceniche e temporali che ha reso “grandi” i suoi piccoli attori e ne ha garantito il successo.

Non tutti sanno che grazie ai finanziamenti dei PON le scuole possono avvalersi dell’esperienza di esperti, come Michele Dell’Utri, che improntano progetti educativi significativi e valorizzanti per i giovani. Attraverso le tecniche della teatralità, della recitazione e dell’interpretazione si mettono in gioco diversi stati emotivi, si lavora per accrescere e migliorare la socializzazione, si sperimentano dinamiche per fare in modo che “giocando” si scoprano nuove abilità, si faccia proprio tutto un nuovo ventaglio di situazioni ed alternative che funzionano da “Problem Solving” nel complesso percorso di crescita dell’adolescenza.

Dunque, la didattica teatrale permette una riconversione dei ruoli nel gruppo, fa scoprire nuovi stati d’animo inesplorati e permette di superare stati psicologici bloccanti che rendono il giovane timido e insicuro e a volte ne determinano l’emarginazione.

Attraverso una nuova sperimentazione soggettiva dell’espressività si riesce ad reinterpretare la realtà, la recitazione diviene strumento di conoscenza di se stessi e degli altri, grazie a ciò si possono modificare comportamenti, si acquisisce una nuova forza comunicativa, attiva, che permette di gestire al meglio le emozioni, e accresce la propria creatività.

L’esperto di didattica teatrale è un perfetto conoscitore dei meccanismi e delle dinamiche interne del teatro, ha imparato a manipolare i suoi personaggi, conosce tecniche di coordinamento fisico e psichico che gli permettono di plasmare situazioni ed eventi per soddisfare le esigenze dei suoi allievi, la sua prerogativa è lavorare con “materiale sensibile”.

Sul palcoscenico nasce e cresce un gruppo, vengono condivise gratificazioni ma soprattutto si elabora un modo nuovo di stare insieme , nasce la collaborazione, la piena fiducia, l’intesa con tutti i componenti, ma soprattutto vi è rispetto reciproco e accettazione: il teatro diviene così spaccato di vita.

Lo stesso Michele Dell’Utri ci ha sottolineato l’importanza di una primaria fase di ricerca e di studio: “Si cerca un tema catalizzatore di energie che apre al confronto e allo scambio di informazioni oggettive e letterarie, che porterà alla comune scelta degli strumenti più idonei e funzionali all’attività stessa; per scoprire le emozioni nascoste ‘dietro il testo’ con ampio spazio per la creatività, dove sono fondamentali gli esercizi di improvvisazione.”

Il lavoro centrale resta l’interpretazione del testo, l’acquisizione di tecniche di respirazione diaframmatica e una buona articolazione fonetica. Segue fase del montaggio dello spettacolo, dove è molto curato il coordinamento senso-motorio per poter articolare spazi e tempi con l’apporto coreografico e la funzione del movimento scenico.

“Durante la rappresentazione l’anima è libera, si entra in una dimensione valoriale gratificante che permette di esprimersi e comunicare come mai si è fatto prima. Il giovane attore sperimenta una nuova forza, diviene competente di un nuovo modo di comunicare, un modo creativo e funzionale che gli permette di poter vivere occasioni nuove, utili anche per la vita”, ha concluso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
  • Salvo Caligiore scrive:

    vorrei segnalare che la foto è del teatro greco di Palazzolo Acreide non quello di Siracusa, come è invece indicato nella didascalia