Nella remota provincia di Niassa, in Mozambico, è stato rinvenuto un vertebrato fossile finora sconosciuto.Si tratta di un lontano parente dei mammiferi viventi ed è databile a circa 265 milioni di anni fa.
Appartiene ad un gruppo di animali chiamati Sinapsidi, vertebrati tetrapodi terrestri, conosciuti anche come teropsidi, che erano provvisti di una sola apertura cranica temporale, collocata dietro ciascun occhio.
I Synapsida dominavano la Terra nel tardo Permiano (260-255 milioni di anni fa), e sono considerati, dal punto di vista filogenetico, gli antenati degli attuali mammiferi.

Elementi scheletrici conservati di Niassodon mfumukasi su una silhouette di Pristerodon, un genere di sinapside estinto. Le parti scheletriche riposizionate sono in grigio scuro. Le parti scheletriche speculari sono in grigio chiaro. Le parti scheletriche della posizione originaria in grigio intermedio. (credit: PloS ONE)
Un team di paleontologi provenienti da nove istituzioni, tra cui Kenneth Angielczyk, curatore associato di paleomammologia al Field Museum di Chicago, ha descritto l’anatomia dell’animale sulla rivista scientifica PloS ONE.
Il fossile, raccolto durante un lavoro sul campo nel 2009, è stato battezzato Niassodon mfumukasi, che nella lingua del posto, la lingua Chyao, significa ‘la regina del lago Niassa’.
Il nome è anche, nell’insieme, un ‘omaggio alla società patriarcale Yao, alle donne del Mozambico e alla bellezza del lago Niassa’, come ha spiegato Fabian Wilde, ricercatore dell’Helmholtz-Zentrum Geesthacht (HZG) che ha diretto lo studio.
La ricerca è stata condotta nell’ambito del ‘Projecto PalNiassa’, una collaborazione scientifica internazionale multidisciplinare, sponsorizzata dalla Fondazione Calouste Gulbenkian, dalla National Geographic Society e dal TAP Portugal, e comprende più di due dozzine di scienziati, provenienti da tre diversi continenti.
L’obiettivo del progetto era quello di individuare, studiare e preservare il patrimonio paleontologico del Mozambico.
Niassodon mfumukasi non è soltanto una nuova specie, ma costituisce anche un nuovo genere di vertebrato fossile del Mozambico e il suo olotipo, l’esemplare descritto con quel nome, è un raro esempio di Sinapsidi che conserva il cranio assieme a gran parte dello scheletro.
Utilizzando la mini-tomografia computerizzata in 3D, eseguita da DESY-HZG di Amburgo, in Germania, è stato possibile ricostruire digitalmente non solo le ossa del Niassodon ma anche un modello virtuale del suo cervello che ha prodotto nuove informazioni sull’anatomia del cervello dei primi Sinapsidi e che è fondamentale per comprendere l’evoluzione di molte caratteristiche del cervello dei mammiferi.
La ricostruzione del cervello e l’anatomia dell’orecchio interno sviluppato per Niassodon è, in ogni caso, la più dettagliata presentata finora per un Sinapside primitivo.
Utilizzando i dati digitali acquisiti dalle tomografie, è stato possibile poi isolare tutte le singole ossa conservate contrassegnando con colori topologici, codificati matematicamente, le ossa craniche.
Il fossile è visitabile nel museo Lourinha, in Portogallo, ma presto sarà riportato in Mozambico dove andrà a far parte delle collezioni del Museo Nazionale di Geologia, a Maputo.