Tutti noi la conosciamo come un fungo fastidioso e difficile da curare, stiamo parlando della candida. Ma l’infezione da Candida è la terza infezione più diffusa in ospedale per via ematica e causa 50.000 morti ogni anno. Oltre il 75 per cento delle donne in età fertile soffre di almeno una infezione da Candida e ci sono circa 2 milioni di casi di candidosi orale ogni anno tra i pazienti affetti da HIV/AIDS.Oggi una ricerca fa passi avanti per trovare una cura più efficace.

La Candida albicans è un fungo comune che si trova su molte parti del corpo umano. Di solito questo fungo non provoca nessun danno agli esseri umani a meno che non possa violare le difese immunitarie del corpo. Allora può portare anche a malattie gravi o alla morte . E’ un patogeno opportunista, cioè si inserisce in un contesto in cui il sistema immunitario è compromesso. Una nuova ricerca sembra oggi aver compreso come le superfici mucose del corpo rispondono alla C. albicans per prevenire danni arrecati durante l’infezione .
I ricercatori del King College di Londra si sono focalizzati sulle cellule epiteliali orali, uno strato di cellule che riveste la bocca e che fornisce una barriera contro i microbi. Il gruppo ha infettato le cellule epiteliali orali coltivate in vitro con la C. albicans , guardando l’espressione genica dopo 6 e 24 ore.
I risultati hanno mostrato che una via di segnalazione molecolare conosciuta come ‘PI3 chinasi’ viene attivata cinque minuti dopo che le cellule epiteliali incontrano la C. albicans , prima che il fungo abbia tempo di diventare invasivo. Questà reazione sembra proteggere da danni futuri. Inibendo la chinasi PI3 i danni causati da C. albicans sono aumentati e si è ridotta la normale risposta di guarigione dei tessuti.
Questa scoperta rende la PI3 chinasi un bersaglio per nuove terapie contro la C. albicans. Il dottor David Moyes , che ha presentato il lavoro, auspica che, stimolando l’attività di PI3 chinasi, possa essere possibile ridurre la capacità del fungo di causare danni ai tessuti: “Stiamo sviluppando un quadro completo di come la C. albicans interagisca con le cellule epiteliali che compongono le nostre mucose e imparando come sono in grado di discriminare tra microbi innocui e nocivi.
“Molti dei sintomi dell’infezione da C. albicans sono causati da risposta errata o iperattiva del corpo al danno cellulare. Lo sviluppo di terapie che agiscono sul paziente, non sul fungo, forniscono un modo completamente nuovo di trattare l’infezione e la probabilità di resistenza è molto ridotta.”