Il prezzo della benzina è in leggero calo, mentre il consumo di carburante da parte degli italiani scende come mai dagli anni ’50. Ma nonostante il calo record dei consumi, la spesa dei cittadini in crburanti non è affatto diminuita, anzi è in aumento e sembra che l’unico a guadagnarci finora sia il fisco. Sono i dati di una elaborazione condotta dal Centro Studi Promotor (CSP) sulla sua banca dati sui consumi e la spesa per i carburanti.
Gli italiani, dal gennaio di quest’anno, hanno dato un taglio al consumo di carburante. Infatti nei primi otto mesi del 2012 i consumi di benzina e gasolio sono calati del 9,3%. Ma la spesa non è affatto diminuita perchè gli italiani hanno speso per ben 3,373 miliardi in più rispetto ai 41,862 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.

Il fisco ha prelevato da questa cifra mediamente il 22,45% sulla benzina e il 33,04% sul gasolio e gli introiti sono cresciuti di 3,625 miliardi per arrivare a un gettito complessivo di 24,480 miliardi con una crescita del 17,4%.
I restanti 45,235 miliardi sono stati incassati da società petrolifere e distributori, che però hanno risentito del calo. Gli introiti sono scesi da 21,006 miliardi dei primi otto mesi del 2011 a 20,755 miliardi dello stesso periodo di quest’anno con un calo di 252 milioni e nonostante incrementi della media ponderata dei prezzi industriali (prezzi alla pompa meno imposte) del 9,50% per la benzina e dell’8,40% per il gasolio.
Secondo il CSP inoltre il calo di questa prima metà del 2012, secondo i dati pubblicati dall’Anfia, non era mai stato così forte dal 1955, anno di inizio della serie storica.
Anche la vendita di autoveicoli è in fortissimo calo (-19,7% per le autovetture nel primo semestre; -37,9% per autoveicoli commerciali, industriali ed autobus da gennaio a maggio), ma anche l’utilizzazione di vetture per il trasporto delle merci, dovuto al caro benzina e più in generale alla crisi economica.
E’ da notare che la crisi nelle vendite delle autovetture riguarda solo i paesi europei. Nel mondo, il mercato è in crescita.
I prezzi “alla pompa” sono più bassi da ieri: Eni ha infatto deciso di ribassare di 2,5 centesimi al litro il prezzo della verde e di 0,5 centesimi quello del diesel. Cresce invece il costo del gpl con un rincaro di un centesimo a litro. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana riportata Repubblica.it, anche altre compagnie hanno praticato l’adeguamento: da Esso -1,5 centesimi euro/litro sul prezzo della verde, seguita da Shell (-1 centesimo), mentre da Q8 un centesimo in meno sia per la verde che per il gasolio.