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L’Europa si interroga sull’ opportunità dell’energia nucleare. Il prossimo 13 giugno si vota in Italia

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 15.04.2011

Centrale di Fessenheim, in FranciaLe preoccupazioni europee sulla sicurezza delle centrali nucleari sono andate aumentando questa settimana, dopo che il Giappone ha innalzato la sua valutazione della gravità della crisi dell’impianto di Fukushima Daiichi al livello più alto. Ma i sostenitori dicono che l’energia nucleare è fondamentale nella lotta contro il riscaldamento globale.

L’incidente dello scorso 11 marzo presso la centrale elettrica di Fukushima ha riacceso un dibattito a lungo latente in Europa sulla questione se l’energia nucleare – con le sue spese, i suoi rifiuti e in particolare i suoi rischi – valga la pena. Il nervosismo europeo è cresciuto negli ultimi giorni dopo che il Giappone ha aumentato il livello di gravità dell’incidente di Fukushima al livello 7, che è alla pari con la peggiore catastrofe nucleare del mondo, quella del 1986 a Chernobyl, in Ucraina.

In Italia il governo ha annunciato un rinvio di un anno, la Germania ha chiuso molte centrali vecchie dall’oggi al domani, ma in nessun luogo questo dibattito è più importante che in Francia, un grande esportatore di tecnologia nucleare e il secondo maggior produttore al mondo di energia nucleare, dopo gli Stati Uniti. Il paese conta 58 centrali nucleari, che forniscono circa l’80 per cento di energia elettrica alla nazione. E nonostante questo, dicono esperti del settore, non ha risolto il problema della dipendenza dal petrolio, non guadagna molto dall’energia nucleare e si troverà presto ad affrontare spese enormi per il decommissionamento del vecchio parco reattori (ogni centrale ha normalmente più di un reattore).

Ma nonostante tutto – ed è gioco forza – l’incidente Fukushima non ha cambiato il sostegno del governo francese all’energia nucleare.

Parlando durante una recente visita in Giappone, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto che il problema è piuttosto come rendere sicura l’energia nucleare. Se le centrali nucleari venissero tutte spente, ha chiesto, quale energia li sostituirebbe?

Da parte sua, l’Unione europea ha annunciato una revisione di tutti i 143 reattori nucleari presenti dentro i suoi confini. Il Presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso ha detto che lo stress test deve essere completato entro la fine dell’anno.

“I terribili eventi in Giappone ci ricordano che, mentre noi nell’Unione europea abbiamo opinioni molto diverse in materia di energia nucleare, dobbiamo essere uniti sulla questione della sicurezza nucleare”, ha detto Barroso. “Dobbiamo garantire che siano rispettati i massimi standard di sicurezza nucleare”.

Ma sono sicure le centrali nucleari? Tale questione è stata posta molte volte a Bernard Barre, consulente di Areva con sede a Parigi, uno dei costruttori leader a livello mondiale dei reattori nucleari. L’ultima è stata un’intervista a Voice of America.

“Non c’è risposta a questa domanda spuntata”, ha detto Barre a VOA. “Stiamo facendo ciò che è necessario per rendere l’energia nucleare sicura? E la risposta è che in effetti, quando si parla dei reattori di terza generazione, stiamo facendo molto per aumentare la sicurezza delle centrali nucleari che li ospitano e ospiteranno”.

Barre ha detto che reattori di terza generazione incorporano la tecnologia più recente. In teoria, sono progettati per essere in grado di far fronte a minacce come attacchi terroristici e catastrofi naturali, come lo tsunami e il terremoto che ha colpito Fukushima, dove erano presenti reattori di generazione precedente.

Christian Taillebois, responsabile comunicazione con sede a Bruxelles Foratum, in rappresentanza dell’industria nucleare europea, rileva inoltre che l’attuale generazione di reattori nucleari in Europa è periodicamente sottoposta a test di sicurezza e aggiornamenti.

“La nostra sensazione è che non ci sia alcun bisogno di una reazione immediata in Europa, perché gli impianti europei sono sicuri, non c’è dubbio”, ha detto Taillebois. “Ma noi continuiamo a pensare che l’industria debba imparare tutto ciò che c’è da imparare dalla incidente giapponese”.

Ma gli attivisti anti-nucleari non sono d’accordo. Sophia Majnoni si occupa di questioni nucleari presso il gruppo ambientalista Greenpeace il Francia. “La prima lezione che l’Europa dovrebbe imparare dagli incidenti Fukushima è il fatto che il nucleare sicuro non esiste e che un incidente può capitare ovunque in tutto il mondo – su qualsiasi reattore”, ha detto.

Majnoni ha anche sottolineato che la più recente generazione di reattori nucleari, la terza, deve ancora entrare in servizio, quindi nessuno sa bene quanto sarà sicura.

I governi europei sono profondamente divisi sul nucleare, mentre l’opposizione dell’opinione pubblica è aumentata dopo l’incidente Fukushima. Mentre alcuni paesi dell’Europa orientale continuano a difendere l’energia nucleare, Germania, Svizzera e Italia sono tra quelli che hanno deciso sospensioni o annunciato una moratoria sulla costruzione e sul prolungamento della vita delle centrali nucleari.

E qui in Italia ci sarà un referendum il prossimo 13 giugno, che potrebbe fermare l’energia nucleare per sempre. (SI per votare no al nucleare, NO se si è a favore di questa tecnologia). E proprio ieri è arrivata una decisa presa di posizione da parte del sindaco di Milano contro il nucleare: “Io sul nucleare voterò contro – ha confermato la Moratti – perché sono convinta che la strada del nucleare debba proseguire ancora sul fronte della ricerca. Credo fermamente nella fusione a freddo. Penso che ci sia un grande progetto mondiale che si chiama Iter (fusione di nuclei di idrogeno, ndr.) al quale partecipano Stati Uniti, Europa, Giappone, Russia, Cina e Corea del Sud. Un grande progetto che si sta sperimentando in Francia a Cadarache, un progetto a lungo termine, si parla di cinquant’anni, ma in grado di dare risposte sulla sicurezza della quale i cittadini hanno bisogno”.

Anche in Francia, notoriamente a favore della tecnologia nucleare, il governo probabilmente chiuderà il vecchio impianto nucleare di Fessenheim, nella parte orientale del paese al confine con la Germania, a seguito di manifestazioni anti-nucleariste.

Intanto da Fukushima arriva la conferma che nel reattore 2 le barre di combustibile nucleare si sono fuse e una parte di queste si è depositata sul fondo dell’involucro protettivo sotto forma di granuli. Se dovesse fuoriuscire nel’ambiente esterno, creerebbe molti problemi, a causa dell’elevatissima radioattività.

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