Ha manifestato stamane davanti Montecitorio l’Associazione nazionale fumo elettronico (ANaFE). Lo slogan della manifestazione diceva “Non siamo fumo”.
La manifestazione era infatti contro l’ipotesi della tassazione delle sigarette elettroniche con decreto del 26 giugno scorso.

Le sigarette elettroniche sono già state vietate ai minori di 18 anni e ne è stato vietato l’uso nelle scuole.
L’ANaFE riguardo al decreto in questione ha dichiarato: “L’ordinanza del Ministro della Salute è da apprezzare per l’equilibrio che presenta e perché rappresenta un altro mattoncino verso una regolamentazione del settore della sigaretta elettronica. Ma quello che auspichiamo è una regolamentazione complessiva del settore che passi attraverso una consultazione trasparente, senza colpi di mano guidati da lobby e mirate solo a far cassa”.
La tassazione del 58,8% non è però un provvedimento legato alla salute, ma solo prettamente economico, per evitare l’aumento dell’IVA e sarà in vigore dal gennaio del 2014 sarà applicata sui “prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo”.
L’altro punto importante è che a vendere le sigarette elettroniche saranno i tabaccai. Questa ipotesi taglierebbe le gambe alla fiorente economia di negozi che vendono i dispositivi: 3.000 imprese in un anno con 5.000 addetti.
“Speriamo che il governo Letta – sottolinea Massimiliano Mancini, presidente di ANaFE – abbia il coraggio di dire basta a scelte che rischiano solo di distruggere investimenti e imprese”.
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La tassazione del 58,5% sulla sigaretta elettronica è decisamente elevata. Ecco perché il popolo di svapatori si è riunito davanti a Montecitorio per manifestare.
Inoltre, l’aumento del costo dell’e-cig causerebbe la chiusura di molti esercizi commerciali e la perdita di posti di lavoro. Vedremo quel che succederà!
Mi piacerebbe sapere che ne pensa la Suprema Corte di Strasburgo del governo italiano che tassa del 58,8% merce comprata già gravata dell’IVA del 21%, come si vede dalle foto della manifestazione “Il governo s’è fumato il cervello “!! Chissà quanto costeranno i 5000 nuovi disoccupati a cui bisognerà pagare la cassa integrazione, anziché riscuotere le tasse dai negozi che vendono le sigarette elettroniche costretti a chiudere…BRAVI
Che schifo!!!
una volta che c’è un settore in crescita, che da lavoro alle persone, che aiuta a smettere di fumare, che salva LA VITA a tantissime persone… allora certo bisogna ammazzarlo subito.
Se passa questa legge io emigro. Sicuro.
I politici non mi rappresentano! mi fate vomitare merde schifose.
Gianni Guidi