L’uso delle sigarette elettroniche è in aumento in tutto il mondo. Ma le leggi che regolamentano la vendita e l’uso dei dispositivi sono discordi nei diversi paesi. D’altra parte, secondo un documento pubblicato su Therapeutic Advances in Chronic Disease a firma di esperti italiani di salute, di amministrazione pubblica e legali, una legislazione pubblica non basata su evidenze scientifiche potrebbe portare seri danni alla salute pubblica.

Daniela Saitta , Giancarlo Antonio Ferro e Riccardo Polosa dell’Università di Catania hanno spiegato che le e-cigarette evitano l’assunzione di sostanze tossiche come catrame e sostanze chimiche, limitando l’inalazione alla sola nicotina. Il vantaggio sembrerebbe evidente, ma con esso emergono delle preoccupazioni: i dispositivi potrebbero incoraggiare un consumo di nicotina superiore rispetto alle sigarette tradizionali e perpetuare la dipendenza piuttosto che combatterla. Inoltre i rischi per la salute derivanti dall’uso delle sigarette elettroniche a lungo termine non sono ancora noti e i detrattori delle e-cig dicono che questi prodotti si rivolgono a giovani non fumatori e potrebbero consentire di fumare dove una volta era proibito. Gli autori sottolineano che anche queste affermazioni sono teoriche e non supportate da ricerche scientifiche.
Riguardo al considerare le sigarette elettroniche come medicinali vendibili solo in farmacia gli autori scrivono:”E’ controproducente e ipocrita a un eccesso di regolamentazione su un prodotto progettato per ridurre o eliminare le malattie e le morti premature causate dal fumo.”
Nel Regno Unito si sta procedendo però in questa direzione. In Canada le sigarette elettroniche devono essere approvate come medicinale, altrimenti sono considerate illegali.
Secondo gli autori sarebbe intanto necessario che per legge si pretendesse che i tappi siano a prova di bambini e che le etichette fossero accurate e dettagliate con l’indicazione dei contenuti e dei pericoli delle sigarette elettroniche.
Inoltre secondo gli autori, riguardo all’hardware delle sigarette la legislazione europea sarebbe già sufficiente, ma è inapplicata a causa delle resistenze delle industrie del tabacco e farmaceutiche.
“Se questi ostacoli potessero essere superati, molta miseria e sofferenza potrebbero essere ridotte e milioni di vite potrebbero essere salvate”, hanno scritto gli autori. “Le e-cigarette non sono un accesso al fumo, ma un’uscita dal fumo e una pesante regolamentazione che limita l’accesso alle e-cigarette incoraggerebbe solo l’uso del fumo di tabacco”.
Recentemente una ricerca confermava l’ipotesi dell’effetto “moda” fra i ragazzi.
Favorevole in linea di principio alle sigarette elettroniche anche l’oncologo Umberto Veronesi, per il quale potrebbero essere un importante strumento per combattere il fumo ed i tumori ad esso connessi.