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Ippopotami in Gran Bretagna durante il Pleistocene

Scritto da Leonardo Debbia il 10.11.2021

Tra le pagine che raccontano la vita animale di milioni di anni fa sulla Terra e che vanno costantemente aggiornate, alla luce delle scoperte che riportano di continuo alla luce gli antichi scenari, si devono ora comprendere gli studi che descrivono l’Europa occidentale di un milione di anni fa e in particolare le Isole britanniche.

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Infatti, in alcuni scavi condotti dall’Università di Leicester nelle vicinanze di Westbury Cave, nel Somerset, è stato rinvenuto un dente di ippopotamo risalente ad un milione di anni fa, un animale di cui fino ad oggi non si era conservata alcuna traccia in Gran Bretagna,.

Nello studio che ne è scaturito e i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Quaternary Science, l’autore della scoperta, il ricercatore Neil Adams, con l’aiuto di alcuni colleghi del Royal Holloway, Università di Londra, ha identificato il dente come appartenente ad una specie estinta di ippopotamo, l’Hippopotamus antiquus, specie diffusa in tutta Europa nei periodi caldi dell’éra glaciale ma assente, almeno fino ad oggi, nella documentazione fossile delle Isole britanniche.

Questa specie era molto più grande del moderno ippopotamo africano, pesava intorno a tre tonnellate ed era in stretta dipendenza con gli habitat acquatici rispetto al suo discendente attuale.

La scoperta ha colmato una lacuna temporale notevole (700mila anni circa), dato che finora l’ultimo esemplare di ippopotamo sulle isole britanniche risaliva a soli 300mila anni fa.

“E’ ragionevolmente ipotizzabile che l’erosione continua causata dallo scorrimento delle calotte glaciali durante le fasi alterne di ritiro e avanzamento del ghiaccio, unitamente al graduale sollevamento delle isole, abbia rimosso gran parte dei depositi di quest’epoca in quella regione”, sostiene Adams. “Il confronto con altri siti sul continente europeo mostra che Westbury Cave rappresenta di fatto un’eccezione”.

Gli studiosi conoscono ben poco della flora, della fauna e degli ambienti in Gran Bretagna tra 1,8 e 0,8 milioni di anni fa, periodo chiave in cui i primi esseri umani stavano iniziando a diffondersi in tutta Europa.

Ora, Westbury Cave è una prova che l’ultima glaciazione fu caratterizzata anche da periodi caldi e umidi che consentirono agli ippopotami di migrare dal Mediterraneo alle coste dell’Inghilterra meridionale.

“Gli ippopotami non sono solo animali importanti da riportare alla luce per studiarne le caratteristiche anatomiche e fisiologiche, ma anche, sotto il profilo ecologico, per una ricostruzione dei climi passati”, spiega Danielle Schreve, paleontologa del Quaternario al Royal Holloway. “Sappiamo che le specie della megafauna che superano la tonnellata di peso tollerano discretamente le fluttuazioni della temperatura e che, al contrario, gli ippopotami attuali non sono in grado di far fronte all’acqua congelata delle stagioni fredde”.

La loro presenza nella documentazione fossile è quindi determinante per la descrizione di un habitat del nostro passato.

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