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Miele: produzione in calo del 65%

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 27.08.2012

All’inizio del mese si parlava di una produzione di miele a livello nazionale in calo del 30-40% rispetto all’anno scorso. Invece ora, alla fine del mese, appena prima della settimana del miele che si terrà a Montalcino dal 7 al 9 settembre prossimo, l’associazione degli apicoltori di Siena, Arezzo e Grosseto (ASGA) annuncia che la produzione nazionale del miele quest’anno è in calo del 65% rispetto all’anno scorso.
Oltre alle api “stressate” il clima torrido, la scarsa piovosità, la conseguente scarsa fioritura hanno causato questo drastico calo.

“Dalla Val d’Aosta alla Sicilia, il raccolto di miele risulta quest’anno drasticamente ridotto – sottolinea l’associazione – e se gia’ la primavera non era andata bene, a causa delle piogge, anche i mieli estivi, sui quali gli apicoltori avevano puntato tutte le loro speranze, registrano un bilancio decisamente negativo a causa delle altissime temperature”.

Secondo i produttori non dovrebbe pero’ esserci un aumento dei prezzi “impensabile in questo momento di crisi” pero’ potrebbe esserci un aumento dell’import di miele cinese “prodotto – sostengono all’Asga – attraverso processi industriali e di scarsissima qualita’, ma dal costo nettamente inferiore”.

Comprare miele italiano

“Quest’anno i consumatori avranno forse una minore scelta a disposizione – precisa Hubert Ciacci, presidente della ‘Settimana del Miele’ perche’ alcune varieta’ sono state prodotte in quantita’ ridotte, ma non dimentichiamo che l’Italia e’ il Paese che vanta il maggior numero di mieli uniflorali al mondo, grazie ad un ricco patrimonio di biodiversita'”.

Tra le regioni più colpite da siccità e avversità meteo, la Sardegna e la Toscana. E’ il risultato di un’annata contrassegnata da andamenti estremi in inverno e primavera, con temperature molto al di sotto o al di sopra della media in diversi periodi, e ora da un’estate siccitosa e con temperature elevate.

L’apicoltura è uno di quei pochi settori che permettono di legare la tutela del patrimonio ambientale alla creazione di prodotti alimentari di eccellenza e può contare sulla forza di 50.000 apicoltori, 1,1 milioni di alveari ed un giro d’affari stimato di 60 milioni di euro, e il cui valore reale supera i 2,5 miliardi di euro se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all’agricoltura.

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