Uno studio, pubblicato sulla rivista Ecology and Society , condotto dalla University of Colorado a Denver e dall’Università delle Hawaii a Manoa, ha messo in evidenza che quando nel 2009 lo tsunami colpì le Samoa Americane, le istituzioni indigene fornirono un soccorso efficace che potrebbe aiutare i manager per le emergenze federali nelle comunità simili a livello nazionale.

Tre capi Matai
“Abbiamo scoperto che queste comunità hanno forti tradizioni che non possono andare bene come modelli per la Federal Emergency Management Agency (FEMA) ma che sono ancora molto efficaci”, ha detto l’autore dello studio Andrew Rumbach, professore assistente di pianificazione e progettazione presso il College of Architecture and Planning dell’Università. “Pensiamo che queste tradizioni potrebbero svolgere un ruolo importante per il recupero, dopo un disastro, nelle comunità indiane americane, nei villaggi dell’Alaska, e tra le altre popolazioni indigene”.
Lo tsunami del 2009 ha creato un muro d’acqua che si è abbattuto sulle Samoa Americane, uccidendo 34 persone, ferendone altre centinaia e causando decine di milioni di dollari di danni. Immediatamente, i leader O Matai hanno iniziato a organizzare i giovani O Aumaga per il salvataggio delle vittime e la rimozione dei detriti da strade e infrastrutture.
“Gli Aumaga furono di fondamentale importanza per la risposta alle emergenze, perché per la devastazione che si diffuse in tutta l’isola, rappresentarono i primi soccorritori”, spiega Rumbach.
L’associazione delle donne del villaggio, Aualuma , ha fornito primo soccorso, cibo e acqua alle vittime. Un’altra istituzione tradizionale, il Oulenu’u ( sindaco del villaggio), ha contribuito ad avvertire ogni comunità dell’imminente tsunami, permettendo così agli Amanave, una comunità di 300 persone, di evacuare prima che l’acqua distruggesse tutto il villaggio.
“Sostenere le istituzioni locali attraverso politiche e programmi di gestione delle catastrofi sfrutta le reti esistenti con alti livelli di capitale sociale, rafforzando contemporaneamente le istituzioni e rendendole rilevanti per le sfide contemporanee”, afferma lo studio.
“In tempi di crisi queste istituzioni hanno giocato il ruolo importantissimo, il tutto senza una formazione specifica “, ha detto Rumbach.
Le lezioni apprese dalle popolazioni indigene delle Samoa Americane potrebbero essere usate in altri territori insulari o presso le comunità tradizionali negli Stati Uniti.”
Spesso dopo i disastri occorre impostare nuovi sistemi, ma in questi luoghi si sono utilizzate le istituzioni già in atto”, conclude Rumbach. “Le comunità tradizionali in proposito hanno molte capacità”.