Gaianews

Salmone OGM: ecosistemi a rischio?

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 30.05.2013

Un nuovo studio condotto da ricercatori canadesi mette in guardia sui rischi  causati dalla potenziale immissione in natura di salmoni geneticamente modificati. 

Sui rischi per la salute dei cibi geneticamente modificati, siano essi vegetali o animali, sono avviate molte ricerche e il dibattito è aperto. Un  nuovo studio canadese apre invece la discussione su un problema sempre connesso con le modifiche genetiche, ma relativo all’impatto di specie modificate sull’ecosistema. Più precisamente gli scienziati si sono occupati in questo caso di un salmone geneticamente modificato che potrebbe incrociarsi con una trota.

Salmone atlantico

Il salmone è stato geneticamente modificato perchè potesse crescere più in fretta  e potrebbe trasmettere questa caratteristica anche alla prole ibrida.

Il salmone, prodotto dalla società AquaBounty, è studiato in questo momento dalle autorità per la sicurezza alimentare competenti negli Stati Uniti per valutare la possibilità di essere venduto come prodotto alimentare.

In natura accade raramente che le trote fario e il salmone atlantico producano prole ibrida. La AquaBounty aggiunge anche che la produzione di salmoni modificati riguarderebbe solo femmine sterili. 

I ricercatori, a loro volta, in un esperimento di laboratorio, hanno dimostrato che non solo l’accoppiamento è possibile, ma che il 40% degli ibridi conserva il gene modificato, crescendo quindi più velocemente.

Il dottor Darek Moreau, della Memorial University of Newfoundland, in Canada, ha dichiarato: “Gli ibridi transgenici sono cresciuti più velocemente del salmone selvatico, delle trote selvatiche e degli ibridi selvatici. Gli ibridi geneticamente modificati sono diventati anche più grandi dei salmoni modificati.”

E la misura dei pesci ha le sue implicazioni: gli ibridi geneticamente modificati, è stato osservato dagli scienziati, vincono la competizione alimentare, mettendo in grande difficoltà le altre specie limitandone la crescita.

Nonostante sia noto anche ai ricercatori che la possibilità di ibridazione in natura sia davvero scarsa  è necessario, secondo gli esperti, tenere in considerazione questa possibilità per le grandi conseguenze che potrebbe avere.

Ron Stotish, CEO di AquaBounty Technologies Inc, ha dichiarato: “Vale la pena notare che, nel 1995, Peter Galbreath e Gary Thorgaard della Washington State University hanno pubblicato una ricerca che dimostrava che l’ibrido fra il salmone e la trota è sterile. Se questo è vero, un ibrido non rappresenterebbe una minaccia perchè non può riprodursi.”

“Inoltre, AquaBounty ha stabilito che produrremmo solo pesci sterili, tutti di sesso femminile e test specifici saranno eseguiti su ogni lotto commerciale di pesce per garantire che il nostro prodotto soddisfi i requisiti richiesti.”

Secondo l’azienda quindi, la ricerca non ha dimostrato ulteriori rischi rispetto a quelli già noti. Sta ora alla Food and Drug Adminsitration decidere se il salmone può entrare in commercio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA