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Parole, come le mie, gettate al vento

Scritto da Maria Rosa Pantè il 03.09.2014

Che ne è della guerra in Siria? Dove sono finiti i profughi Yazidi e di altri nomi quasi impronunciabili per noi?
Per noi cioè noi, i civilizzati del mondo occidentale e ricco e magari anche un po’ cattolico e perché no un bel po’ capitalista, neoliberista, ricco. O meglio ex ricco.

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Dove sono finite le armi, gli assedi, i giornalisti sgozzati, la guerra di civiltà?
Il ritorno della Russia “da guerra fredda”, da richiamare in vita 007.
Che accade al virus dell’Ebola ben pasciuto, scannatore invisibile di corpi umani e animali?
Dove sta il poliziotto che ha ucciso un ragazzo nero? Forse perchè nero. Forse perché ragazzo.
E la striscia di Gaza, sempre più striscia, sempre meno patria da abitare?
Dove sta andando tutta questa estate che giustamente il papa ha detto da terza guerra mondiale?
L’estate forse farà il suo corso naturale sia pure di una natura contaminata e inquinata.
E le guerre anche, perchè le guerre sono stagionali come l’estate e anche loro forse più inquinate e più distruttive perchè più tecnologiche ed evolute. Per quanto possa definirsi evoluta l’idea stessa e tutta umana di guerra.
Le stragi al mercato nei paesi arabi, somigliano ai civili bombardamenti della II guerra mondiale in Italia, Germania, Inghilterra ecc. ecc.
I bambini soldato di oggi sono forse la reincarnazione dei bambini che fecero per conto della Chiesa e di chissà quali sfruttatori la crociata dei bambini. Nel 1200.
E tutti i poveri che credono di fare guerre sante sono i nipoti forse musulmani, di antichi crociati forse cristiani, della crociata dei poveri. In realtà più crociate, mai arrivate in Terra Santa. Finite già in Europa con stragi e saccheggi fin da subito, fin dalla soglia di casa.
La massa fa così, fa terrorismo, guerre, stragi. Sono i pochi, i grandi, gli eroi che costruiscono la pace. Perché per la guerra ci vuole conformismo e stupidità, per la pace ci vogliono coraggio e intelligenza.
Nei secoli dei secoli. E quante parole, come le mie, gettate al vento.

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