Gaianews

Ibride: India e Cina battono USA per bassi consumi

In condizioni di guida reali, le auto ibride sarebbero significativamente più efficienti in termini di consumo di carburante in India e in Cina piuttosto che negli Stati Uniti

Scritto da Micaela Conterio il 02.04.2014

Secondo una ricerca condotta dagli scienziati del Dipartimento di Energia degli Stati Uniti del Lawrence Berkeley National Laboratory (Berkeley Lab) in condizioni di guida reali, le auto ibride sarebbero significativamente più efficienti in termini di consumo di carburante in India e in Cina piuttosto che negli Stati Uniti. In pratica quei fattori che rendono la guida nelle città in India e Cina così difficile, l’aggressivo stile di guida, le poche autostrade, rappresentano invece dei punti di forza ideali per risparmiare carburante con veicoli ibridi.

Auto ibrida

“Ad oggi le emissioni di gas a effetto serra provenienti dal settore dei trasporti in India e in Cina costituiscono ancora una piccola fetta della torta rispetto ad altri settori”, ha detto il ricercatore Anand Gopal. “Ma il fenomeno del veicolo di proprietà personale sta sempre più dilagando, motivo per cui abbiamo deciso di puntare su questo settore. Veicoli ibridi ed elettrici possono ridurre significativamente le emissioni di carbonio e altri inquinanti”. 

In aggiunta, le macchine ibride in India sono ufficialmente classificate come quelle più efficienti per consumo di carburante. “La procedura ufficiale attualmente impiegata in India relativa ai test per il risparmio di carburante – continua Gopal – mostra un risparmio solo del 29% delle ibride rispetto ai veicoli convenzionali, sottostimando l’effettivo risparmio di carburante, in quanto  il ciclo di prova non è rappresentativo delle condizioni di guida in India, inviando al consumatore un segnale sbagliato”.  Attualmente i veicoli ibridi ed elettrici hanno una quota molto piccola del mercato in India e la Cina e sono visti come un prodotto di fascia alta.

In realtà, stando alle simulazioni, utilizzate da Gopal insieme agli scienziati Samveg Saxena e Amol Phadke del Berkeley Lab, è stato possibile ricreare una versione ibrida della vettura più venduta in ciascun paese (la Buick Excelle in Cina e la Maruti Alto in India) con l’intento di isolarne i miglioramenti e misurare solo tale prestazione.

New Delhi e Pune sono state le città indiane impiegate nelle simulazioni di guida, mentre in Cina ben 11 città sono state oggetto di simulazioni di cicli di guida. Il risultato emerso dal confronto di entrambi i casi con i cicli utilizzati per le valutazioni di efficienza del carburante negli USA (55% con guida di città e 45% in autostrada) è di gran lunga superiore rispetto ai dati ufficiali indiani. Il risparmio di carburante di una ibrida rispetto ad una tradizionale sarebbe pari al 47%-48% in India e al 53%- 55% in Cina, mentre negli Stati Uniti, le ibride producono un risparmio di combustibile di circa il 40% rispetto alle convenzionali. 

Questo si spiega con il fatto che il traffico nei due paesi asiatici esaminati è lento e congestionato, ossia richiede frequenti avvii e arresti, una notevole percentuale di tempo impiegato al minimo e una bassa  impiegata sulle autostrade. Le ibride, quindi, forniscono tre soluzioni per risparmiare carburante. !Una è le frenata rigenerativa, un’altra è lo spegnimento del motore quando l’auto è ferma o in condizioni di bassa potenza, un’altra è che il sistema ibrido permette al motore di funzionare in maniera più efficace”, ha spiegato Saxena. 

Questa ricerca assume un significato particolare laddove il governo, come accade in India, abbia intenzione di sviluppare un lancio di “massa” di auto ibride o elettriche: nel piano nazionale dello scorso anno è presente, infatti, l’obiettivo di immettere su strada entro il 2020 6-7milioni di veicoli ibridi ed elettrici (EV). Proprio per questo motivo, il governo indiano sta già lavorando con i ricercatori del Berkeley Lab per analizzare nel dettaglio i loro risultati.  “Questa ricerca eseguita da Berkeley Lab ha aiutato a capire molto più in dettaglio il reale valore dei veicoli elettrici in India”, ha spiegato Ambuj Sharma, Segretario Aggiunto del Dipartimento indiano per l’ Industria Pesante. “Il loro lavoro ha dimostrato che le condizioni indiane sono molto più favorevoli ai veicoli elettrici di quanto ci aspettassimo e ha dato un impulso e un’importanza maggiori alla Missione nazionale sulla mobilità elettrica”.

Gopal aggiunge che uno dei prossimi passi è quello di lavorare sulla Cina, il più grande mercato mondiale di auto dal 2009: “La ragione principale del boom dei veicoli è data dal fatto che le persone sono sempre più ricche, e che esiste un forte legame tra la maggiore ricchezza delle famiglie e la proprietà del veicolo, in quanto non si tratta di un mezzo di trasporto, ma di un simbolo sociale”.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati in due articoli, uno su Applied Energy , l’altro su International Journal of Powertrains.

© RIPRODUZIONE RISERVATA