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Se stoccare l’energia eolica non conviene

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 10.09.2013

E’ noto che uno dei limiti delle rinnovabili è quello relativo allo stoccaggio di energia, quando prodotta in momenti in cui non può essere consumata. Vale a dire che ci sono dei momenti in cui l’energia sarebbe necessaria, ma non ci sono sole e vento a produrla, e invece altri in cui l’energia c’è in eccesso e sarebbe il caso di metterla da parte per i momenti di magra. Per questo la ricerca sulle batterie avanza. Ma i ricercatori dell’Università di Stanford hanno dimostrato che ad oggi, con gli attuali progressi tecnolgici relativi soprattutto all’eolico e alle batterie per stoccare energia, mettere da parte l’energia elettrica prodotta dall’eolico non sarebbe conveniente e sostenibile.

Eolico

Sembrerebbe un paradosso e invece non lo è. L’energia eolica costa poco, ancora meno di quella prodotta dal fotovoltaico, tenendo in considerazione la produzione e la manutenzione delle turbine. Le batterie per lo stoccaggio, invece, (gli scienziati ne hanno analizzate di 5 tipi) sono costose in termini di CO2 prodotta per costruirle e dismetterle.  Sarebbe come comprare una cassetta di sicurezza da 100 dollari per custodire un orologio da 10, spiegano gli scienziati

La stessa cosa non vale per i pannelli fotovoltaici: sono più costosi, in termini di produzione e dismissione, delle turbine eoliche. Anche se presto le cose cambieranno grazie alle emergenti innovazioni tecnologiche che sorpasseranno il costoso silicio.

Dunque, secondo gli scienziati, è giusto continuare a interrompere la produzione di energia quando non è consumata, come succede già in alcuni casi, anche perchè se l’energia fosse disponibile grazie allo stoccaggio forse la rete non terrebbe e ci sarebbero dei black-out.

Ma come si può risolvere il paradosso in futuro? Secondo gli scienziati, uno dei fronti su cui bisogna necessariamente insistere è quello del miglioramento della tecnologia delle diverse batterie.

Gli scienziati hanno anche vagliato l’ipotesi dello stoccaggio idroelettrico attraverso il pompaggio, ma questo sistema, seppur conveniente, pone dei problemi di impatto ambientale, visto che si deve incidere pesantemente sui territori in cui si realizza. Si tratta infatti di pompare acqua in una diga grazie all’energia di surplus per poi liberarla all’occorrenza. Si comprenderà che, pure avendo un’efficienza imbattibile ad oggi, la soluzione ha i suoi limiti di fattibilità.

Dunque quali altre soluzioni? Per gli scienziati il rapporto fra energia prodotta e ritorno economico è estremamente importante per ridurre le emissioni di CO2. Un altro margine recuperabile, evidenziato dagli esperti, dipende dai decisori politici. Se c’è una produzione di elettricità in più perchè non utilizzarla per pompare l’acqua per irrigare i campi o per caricare una flotta di veicoli elettrici?

La ricerca è stata pubblicata su Energy and Environmental Science.

 

 

 

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