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Morire di fame: una notizia importante?

Scritto da Maria Rosa Pantè il 01.08.2011

Somalia, la crisi umanitaria si aggravaCorno d’Africa: 11 milioni di persone sono alla fame a causa della carestia, di governi scellerati, guerre scellerate, sfruttamento scellerato da parte degli scellerati paesi più ricchi. Mentre scrivo so di dire cose ovvie, non saprei cos’altro dire, però, e tacere non sarebbe giusto. Ecco, quello che dovrebbe indignare è anche il fatto che è in atto una strage e nessuno o quasi ne parla.

La notizia infatti è stata data. Parole. 11 milioni di persone. E poi? Poi qualcuno meritorio fa sottoscrizioni, raccoglie fondi, cerca di mandare aiuti a chi davvero ne ha bisogno.

E tutto finisce. Neppure io che ho deciso di essere ripetitiva e un po’ retorica pur di scriverne, nemmeno io mi emoziono più di tanto.

Non so se è abitudine, adattamento per difesa di fronte a un dolore inimmaginabile (per quanto tempo ho avuto fame io? vera fame?), se è la lontananza. Chi conosco nel Corno d’Africa?

E quindi parlo della tragedia anche per me, prima di tutto per risvegliare in me un senso di umana profonda e duratura partecipazione, che non sia però fine a se stessa, ma sfoci in un cambiamento.

Cambiamento è la parola. Su questo il Corno d’Africa può indurci a riflettere, cambiamento come unica salvezza per tutti. Qui sta lo scoglio più arduo. Il cambiamento che elimina (o almeno attenua) ingiustizie così spaventose è un livellarsi verso la sobrietà. Essere sobri, quindi oggettivamente, più poveri. Qualcuno anche nei paesi più ricchi lo sta già diventando, ma certo questo non aiuterà i Somali. È una questione infatti strutturale: più sobrio e più povero deve diventare il sistema.

Ci sono esperienze dal basso di cui anch’io ho scritto, sono entusiasmanti, ma limitate. Io mi chiedo e chiedo a tutti: ma cosa deve accadere perché il sistema economico (e a suo traino quello politico) cambi? Sono quasi sicura che nemmeno questi 11 milioni di vittime basteranno.

Qualcuno, però, staccherà la spina (il petrolio ad esempio non è infinito), solo allora qualcosa cambierà per forza, e molti non saranno affatto preparati.

Pensiamoci, pensiamo anche però ai morti di fame, reali, non virtuali purtroppo. Qui ed ora, nel Corno d’Africa.

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