Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
E’ già tutto in questi versi tratti dal Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi.
C’è la Terra madre, che è un tratto caratteristico di ogni mitologia e di ogni spiritualità.
C’è la Terra individuo, “sora nostra matre Terra”.
C’è l’importanza della terra che come una buona madre “ne sustenta et governa”. Governa nel senso nobile del termine (non in quello politico odierno), governare non significa comandare ma tenere a bada, accudire, dare delle direttive, fare delle scelte per il bene di tutti, non per il proprio.
C’è la varietà miracolosa dei prodotti della terra, la biodiversità.
Non voglio certo fare di San Francesco un ecologista ante litteram; San Francesco era un vero uomo, un uomo spirituale. San Francesco non è un ecologista anche perché io rifiuto la etichetta di ecologista per chiunque. Chi tiene alla terra, alla natura, agli animali e all’ambiente non fa parte di un gruppo, di una minoranza, ma è l’esempio, è lui il vero uomo, la vera donna. Tutti gli altri, che non curano “nostra matre Terra” sono lontani dalla retta via, sono gli eversori, sono i distruttori, i barbari.
E dunque l’uomo San Francesco aveva capito quel che ogni uomo e donna sa, che la terra va custodita, come una Madre, sì proprio come una parente, anzi la parente più stretta che abbiamo.
La Terra nel nostro mondo antropocentrico deve insomma diventare una di noi, una persona.
Quest’idea così antica e così radicata negli uomini e nelle donne “normali”, evidentemente non viene rispettata da nessuno tanto che qualcuno ha pensato di fare una legge in tutela della Madre terra concepita come persona fisica.
Qual è il paese che ha seguito l’esortazione di San Francesco? Non è l’Italia (figuriamoci: il ministro Prestigiacomo?!?), non è nemmeno un paese della civile, ma vecchia Europa, nemmeno gli Usa di Obama o le nuove potenze emergenti. No, è un paese povero, ma in crescita, dell’America Latina (il continente più avanzato della terra in questo periodo) cioè la Bolivia.
Lì si sta discutendo una legge che tuteli Madre Terra come una persona fisica, lo ripeto.
Non conosco la legge ma mi immagino che chi taglia un albero se non è necessario, è come se tagliasse un braccio a una persona. Chi appicca il fuoco a un bosco è come se incendiasse una casa, chi avvelena i pozzi d’acqua è come se avvelenasse l’intera popolazione.
Non so se la legge verrà approvata, ma so che sarebbe giusto far circolare il più possibile questa bella e importante notizia. Accanto alle catastrofi nucleari, accanto alle guerre e ai blitz assassini, accanto a chi esulta per la morte di qualcuno (chiunque esso sia), non è bello dire qualcosa di nuovo, di positivo, di costruttivo? Allora chi legge questo articolo e trova la notizia interessante che la divulghi, che si faccia pressione perché questa legge divenga globale, perché la terra è la madre di tutti.
Lo so è un’utopia, ma noi diciamolo lo stesso, da buoni figli diamo voce alla Terra e non diventiamo complici di chi l’assassina.
La notizia:
Il governo della Bolivia sta per diventare il primo paese del mondo a riconoscere diritti civili a Madre Natura. Non è un gioco di parole: la legge, in discussione in queste settimane, prevede di tutelare la Natura come un essere vivente. Verranno sanciti il diritto alla vita, all’acqua, a un’aria pulita, alla conservazione della biodiversità e all’assistenza legale in caso di danneggiamento. Si spera così di porre un freno allo sfruttamento incontrollato delle risorse. (da Il Cambiamento)