Intervista a Bunker Roy, fondatore di Barefoot College – parte 1

Bunker Roy, fondatore del Barefoot College
Abbiamo avuto il piacere di parlare con Bunker Roy, una persona davvero eccezionale, al Festival della Scienza di Genova 2010. Bunker Roy è indiano ed è, da 40 anni, al centro di una rivoluzione educativa in India. Egli ha ideato ben 40 anni fa una scuola, il Barefoot College (bare foot significa piede scalzo) in cui i poveri potevano – e possono – imparare a utilizzare la tecnologia per i propri scopi pratici e dove per insegnare non occorre un titolo di studio ufficiale, anzi, esso è d’intralcio. Oggi molti centri in India e in altri 30 paesi del mondo, molti in Africa, adottano il metodo Barefoot.
Prima parte – Seconda parte
Bunker Roy, grazie per essere con noi. Lei è il fondatore di Barefoot College. Può dire qualcosa ai lettori di Gaianews.it sull’idea che ha avuto, ormai 40 anni fa, e come è arrivato a pensarla?
Il Barefoot College è la sola università progettata per i poveri, per i contadini poveri dell’India. E’ una scuola che riflette le vaste conoscenze e abilità tradizionali che le persone povere posseggono, e che non sono riconosciute, che non sono applicate, che non sono rispettate dai cosiddetti esperti in giro per il mondo. E’ una scuola in cui noi crediamo nel modo di vita e di lavoro del Mahatma Gandhi. Il messaggio del Mahatma Gandhi è la semplicità, è la compassione, è la generosità, è l’umiltà. Queste non sono parole molto importanti nell’India di oggi, perché l’India ha l’idea di diventare una potenza mondiale, una potenza tecnologica. Noi abbiamo dimenticato quasi completamente il Mahatma Gandhi. Questo è il motivo dell’importanza del Barefoot College (letteralmente, Scuola/Università dei piedi scalzi, dnr.), che vuole tenere vivo il messaggio del Mahatma Gandhi. Quindi, è l’unico istituto che crede nel messaggio del Mahatma perché è un messaggio universale, e io ho voluto far nascere una scuola dove i desideri dei poveri venissero rispettati. Ed una delle cose che i poveri mi hanno chiesto è stata: “Per favore, non permettere a nessuno che abbia un titolo di studio di insegnare qui”. Quindi chiunque abbia un master, o un dottorato di ricerca, egli/ella non ha i titoli per insegnare in questa scuola. Per insegnare, non deve possedere alcun titolo.
E quando ha pensato a questo?
Molti anni fa… in quanto io stesso provengo da un’esperienza educativa molto costosa e snob, e so quanto un’educazione come quella può essere distruttiva, controproducente. Quindi ho voluto fondare una scuola dove io stesso dovevo passare attraverso un processo in cui ho dovuto disimparare. Tutto quello che ho imparato a scuola o all’università dovevo dimenticarlo, perché quello che ti serve per insegnare ai poveri in un’area rurale è qualcosa di completamente diverso. E non ero preparato per quello. Ero preparato solo per diventare un ambasciatore, o un dottore, un avvocato, per andare a New York ed entrare alla Banca Mondiale, ma non ero stato preparato per entrare in un villaggio e stare con la gente semplice. Quindi io stesso sono dovuto passare per un processo di disapprendimento. Quindi, il Barefoot College è stato un simbolo per noi, per riaffermare come il messaggio del Mahatma Gandhi sia ancora vivo e può funzionare ed essere applicato ovunque nel mondo.
Quanti luoghi in India avete, che applicato questa metodologia?
Ci sono 20 di questi centri i 13 diversi Stati indiani. Ma essi hanno tutti iniziato come Barefoot College, ma devono avere una loro identità, devono diventare indipendenti, non possono dipendere da Bunker Roy. Quindi ora sono organizzazioni indipendenti che lavorano per conto loro, ma noi le abbiamo avviate. E ci sono anche 30 paesi fuori dall’India in cui l’approccio Barefoot è stato provato e testato, e questi paesi sono quasi tutti in Africa.
Lei ha detto che ha dovuto disimparare. Ma noi, ad esempio, siamo interessati all’energia rinnovabile. Per far avanzare le tecnologie verdi occorre studiare, migliorare la tecnologia, come è possibile fare questo in un contesto rurale?
Il Barefoot College è l’unica università in India ad essere completamente alimentata da energia solare. Noi abbiamo 45 kilowatt di pannelli sul tetto e l’energia elettrica per ogni apparecchio nella scuola proviene dal sole. La mia connessione telefonica, la mia email, 700 lampadine, 700 ventilatori, macchine fotocopiatrici, stazioni di montaggio video, frigoriferi, una sedia da dentista, un ambulatorio dentistico, tutto funziona col sole. Ma la cosa bella è che la persona che ha istallato, costruito, riparato e che attualmente fa manutenzione a tutto questo è un prete indù che non ha fatto più di otto anni in una scuola primaria (l’equivalente della terza media in Italia, ndr.).
Noi crediamo che se ai contadini poveri viene data un’opportunità di sviluppare se stessi, cose incredibili sono possibili. Dov’è scritto che solo perché non sai leggere o scrivere, non puoi diventare un medico, un ingegnere, un architetto, o un dentista. Dov’è scritto? E’ solo un’idea quella per cui occorre saper leggere e scrivere per fare questo. Quindi il Barefoot College ha provato che anche se non sai leggere e scrivere, puoi diventare un insegnante molto valido, un medico, un infermiere, un ingegnere.
E questa credo che sia la soluzione “verde” oggi, quanto tu permetti a persone molto povere di accedere a tecnologie avanzate, e quanto essi possono controllarle, adattarle, quanto possono applicarle. Noi non crediamo in tecnologie che deprivano di lavoro la gente, non crediamo in tecnologie che non posso controllare da me, non crediamo in tecnologie che fanno dipendere [i poveri] da altri, da esperti, qualsiasi cosa voglia dire esperto. Noi crediamo di poter istruire chiunque in un villaggio sulle più sofisticate tecnologie, in modo da rendere i villaggi tecnicamente e finanziariamente autosufficienti. Come nell’idea del Mahatma Gandhi, 50 anni fa. Niente di nuovo, e noi dobbiamo mostrare che questo è un messaggio universale e senza tempo, che può essere applicato ovunque. Credo che questa sia la via del futuro, la strategia dal basso verso l’alto invece che dall’alto verso il basso. La Banca Modiale è dall’alto verso il basso, l’ONU è dall’alto verso il basso, che ha esperti che vengono a dirci cos’è un’area rurale. Perché dovremmo aver bisogno di questa gente? Puoi trovare ovunque in un villaggio soluzioni che sono semplici, perché renderle complicate, perchè renderle costose? Se tu parli di tecnologia verde, se stai parlando di come vivere ecologicamente, impara dalla gente, guarda quanto sanno, guarda quanto rispetto hanno dell’acqua, del suolo, dell’aria, del sole. Noi non abbiamo l’umiltà per imparare da questa gente. Questa è la grande tragedia del nostro tempo.
Prima parte – Seconda parte
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durante un mio viaggio in India 30 anni fa ricordo, mentre il pulman di turisti ci portava via, una fila ordinata di alunne vestite con scamiciati blu e camicie celesti andare in maniera ordinata con i libri sotto il braccio verso la scuola. In giro tanta povertà, ma quelle bambine erano fortunate perchè potevano andare a scuola. Oggi l’India, dopo tanta miseria ci da una grande lezione di vita con l’Università dei piedi scalzi dove studiano le nonne che salveranno il mondo..Mi piacerebbe essere una di quelle nonne, le mie laure non hanno fatto cambiare lo stato delle donne del mio paese….