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Stamina: Vannoni consegna (forse) il protocollo in due settimane

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 05.07.2013

Non si spengono le polemiche attorno al metodo Stamina di Davide Vannoni. Avviato verso la sperimentazione approvata in parlamento con un finanziamento di 3 milioni di euro, il percorso per verificare l’effettiva validità del metodo è stato scosso da un’inchiesta della rivista Nature, che ha accusato di plagio Davide Vannoni. Vannoni infatti avrebbe utilizzato in un documento foto di cellule di ricerche ucraine del 2003 e del 2006 senza autorizzazione.

staminali

E’ diviso il fronte degli esperti riguardo al metodo Stamina: alcuni sostengono che i 3 milioni di euro non debbano assolutamente essere spesi per un metodo le cui basi scientifiche non esistono. Di quest’opinione il professor Paolo Bianco dell’Università La Sapienza di Roma che dichiara:  «Il caso Stamina è un problema di ordine pubblico, di fronte al quale il caso Di Bella impallidisce e le istituzioni devono dare delle garanzie a una popolazione sottoposta da mesi a un clamoroso inganno mediatico».

Bianco ha spiegato anche che la pressione dietro al metodo è soprattutto di tipo commerciale. Dietro alla Fondazione Stamina di Vannoni sta infatti l’azienda farmaceutica Medestea. Le aziende farmaceutiche spingono nella direzione delle cellule staminali e questa pressione sta cambiando il modo di intendere il rigore scientifico nelle sperimentazioni, grazie anche alla via praticabile delle cure compassionevoli.

Ma Vannoni risponde alle accuse sostenendo che l’accordo con Medestea è senza scopo di lucro e che l’azienda ha ridotto di circa 3/4 il finanziamento promesso inizialmente di 2 milioni di euro.

Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e direttore del Dipartimento trapianti e dell’Unità di nefrologia e dialisi dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sostiene invece che non vi sia alternativa alla sperimentazione per uscire dal violo cieco rappresentato da questa situazione. Con la sperimentazione Vannoni sarà costretto a scoprire le carte e quindi si capirà se questo metodo esiste effettivamente oppure no.

Le famiglie d’altra parte non vogliono perdere la speranza che la sperimentazione alimenta: la mamma della piccola Sophia, il cui caso ha avuto tanta importanza mediatica, invita a verificare i miglioramenti della piccola, che ora sembra riuscire a deglutire, dopo le tre infusioni, ottenute con un ricorso in tribunale, e nonostante fossero piuttosto distanziate fra loro temporalmente.

Nel frattempo avanza l’inchiesta del Pm Raffaele Guariniello che apertasi nel 2012 si trova ora alle sue battute conclusive. Le accuse nei confronti dei 12 indagati sono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla somministrazione di medicinali guasti in modo pericoloso per la salute pubblica.

Ora si attende che Vannoni consegni il protocollo per la sperimentazione che, secondo Vannoni stesso, dovrebbe essere pronto fra almassimo due settimane.

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