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I robot possono prevedere il futuro?

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 29.05.2013

Quanto può essere utile un robot in casa? Attualmente, piccoli robot puliscono il pavimento, ad esempio, quando noi non siamo in casa. Li programmiamo, cominciano i loro lavori ad un certa ora, seguono un certo percorso e quando hanno ultimato tornano al loro posto. Ma se un robot potesse predire ciò che sta per succedere potrebbe essere d’aiuto anche in circostanze in cui penseremmo che un umano sia indispensabile.
E’ ciò a cui stanno lavorando gli scienziati della Personal Robotics Lab della Cornell University. Il robot, conoscendo una serie di attività che un umano svolge in un dato ambiente, può capire come e quando intervenire per aiutare.

Robot

Gli scienziati della Cornell hanno provato ad adottare questo metodo: grazie ad una speciale telecamera hanno creato un database di video 3D. Il robot considera le azioni e crea diverse possibili scene che potrebbero proseguire l’azione in atto. Considera inoltre gli oggetti in scena e ne registra i diversi usi e le diverse possibilità. Si genera quindi un insieme di possibili prosecuzioni future – come mangiare, bere, pulire, mettere via – e, infine il robot è in grado di scegliere la più probabile. Man mano che si procede il robot aggiorna il suo database e migliora le sue capacità predittive.

“Abbiamo estratto i principi generali dei comportamenti delle persone”, ha detto Ashutosh Saxena, professore di informatica della Cornell e co-autore di un nuovo studio legato alla ricerca. “Bere caffè è una grande attività, ma è composta da diverse attività.” Il robot costruisce un “vocabolario” di tali piccole parti che si può mettere insieme in vari modi per riconoscere una varietà di grandi attività, ha spiegato.

Saxena e Hema S. Koppula presenteranno la loro ricerca prima ad Atlanta e poi a Berlino nella seconda metà di giugno.

Nei test, il robot ha fatto previsioni corrette nell’82 per cento delle volte per le azioni future che dovevano svolgersi nel secondo successivo, nel 71 per cento per le azioni che si svolgevano nei tre secondi successivi e nel 57 per cento nelle azioni che si dovevano svolgere nei 10 secondi successivi.

“Anche se gli esseri umani sono prevedibili, non lo sono sempre”, ha detto Saxena. “Il futuro sarebbe quello di capire come il robot pianifica la sua azione. Ora stiamo solo codificando le risposte, ma dovremmo trovare un modo per far sì che il robot impari a capire come rispondere.”

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