Alla fine dello scorso anno riferimmo di uno studio condotto nel 2009 da parte di due ricercatrici delle Università di Pisa e di Parma sullo sbadiglio contagioso nelle comunità di scimmie bonobo, quelle più vicine al genere Homo, e tra queste e gli esseri umani.
Ora, secondo una ricerca condotta in Giappone, sembra che questo “fenomeno” possa ritenersi esteso ad altri animali.
I cani – osservano gli studiosi – sbadigliano quando vedono un essere umano che sbadiglia, e se a sbadigliare è poi il proprietario, lo sbadiglio di risposta si mostra ancora più frequente, a dimostrazione dell’esistenza di un’empatia tra i due esseri.
Questo è, in breve, il contenuto della ricerca apparsa il 7 agosto scorso sulla rivista PlosONE e che porta la firma di Teresa Romero, del Dipartimento di Scienze Cognitive e Comportamentali presso l’Università di Tokyo.
Durante la sperimentazione, due dozzine di cani osservavano il loro proprietario, o un’altra persona, mentre questi sbadigliavano. Dalle reazioni, apparivano indotti a mimare il movimento, spalancando anch’essi la bocca.
Inoltre, alle persone coinvolte nell’esperimento era stato chiesto di fare anche altre espressioni del viso, per vedere se i cani avrebbero percepito la differenza.
Se gli sbadigli erano fasulli, “costruiti”, i cani dimostravano la capacità di distinguerli e quindi rispondevano meno frequentemente.
Precedenti ricerche avevano già dimostrato che i cani sono soliti sbadigliare in risposta agli sbadigli umani, ma non risultava chiaro se si trattasse di una risposta dovuta ad uno stress lieve o di una risposta empatica.
I risultati della ricerca suggeriscono che quest’ultima è la vera risposta, anche perchè i cani hanno risposto molto più agli sbadigli genuini dei loro proprietari, rispetto a quelli di un estraneo.
Misure del battito cardiaco hanno inoltre dimostrato differenze significative, il che rende improbabile che i loro sbadigli denotassero una risposta angosciata.
Spiegando il significato dei risultati, Romero dice: “Il nostro studio suggerisce che lo sbadiglio contagioso nei cani è emotivamente collegato in modo simile agli esseri umani. Anche se dal nostro studio non è possibile determinare l’esatto meccanismo alla base, le misure fisiologiche registrate durante lo studio hanno consentito di contrastare l’ipotesi alternativa dello sbadiglio come risposta angosciata”.