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Tutti pronti al passaggio di ISON

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.09.2013

Continua il viaggio impavido della Cometa Ison. La cometa di ghiaccio attraverserà la parte interna del nostro sistema solare. Seguita dal 2012 grazie anche alla collaborazione degli astrofili, la cometa sarà visibile probabilmente anche negli ultimi mesi di quest’anno, nel cielo notturno.

La cometa è stata scoperta  il 21 settembre 2012 dagli astronomi Artyom Novichonok e Vitali Nevski utilizzando un telescopio di 40 centimetri di diametro.

Si ritiene che ISON, come altre comete di lungo periodo, arrivi dalla Nube di Oort, uno sorta di deposito di comete che si trova a miliardi di chilometri dal Sole. Questa nube non è visibile chiaramente, neanche con i telescopi moderni.

Copyright P. Lawrence

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Per qualche tempo ISON non è stata visibile perchè nascosta dal Sole, ma ad agosto è stata avvistata di nuovo, da un astrofilo, Bruce Gary.

La cometa diventerà più appariscente e la sua coda si allungherà, man mano che il ghiaccio che la compone si scioglierà avvicinandosi al Sole.

Anche l’ESA e le missioni spaziali della NASA si stanno preparando per osservare la cometa. Stasera, la missione Mars Express dell’ESA inizia la sua campagna di osservazione, scattando foto e analizzando la composizione della chioma della cometa nel corso delle prossime due settimane . La cometa sarà nel punto più vicino a Marte il 1 ° ottobre – ad una distanza di 10.500 chilometri – sei volte più vicina della più piccola distanza dalla Terra.

La missione SOHO dell’ESA/NASA vedrà come la cometa  oscilla intorno al Sole, alla fine di novembre, e gli astronomi saranno in attesa di vedere se la cometa sopravviverà all’ incontro di fuoco .

Anche le missioni Venus Express e Proba -2 dell’ESA osserveranno la cometa nei mesi di novembre e dicembre.

La cometa sarà più brillante nei nostri cieli poco prima e la settimana dopo il suo incontro con il Sole, ammesso che sopravviva.  Il momento di massimo avvicinamento dovrebbe essere il 26 dicembre. Non ci sono pericoli che la cometa possa impattare con la Terra.

Il destino della cometa ISON è piuttosto imprevedibile e gli strumenti che la osserveranno non sono progettati per questo tipo di osservazioni, ma intanto gli astrofili possono sbizzarrirsi e le loro osservazioni potrebbero essere di grande aiuto.

Perciò l’ESA è bel lieta di ricevere le segnalazioni via Twitter e email a questi contatti:  esascience o scicomm@esa.int .

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