VIENNA – Qual è il rapporto tra ordine e disordine negli stati quantici? Alcune evidenze sperimentali suggeriscono che in fisica quantistica la transizione da uno stato all’altro sia molto diversa da quella che esperiamo nella vita quotidiana. Uno studio pubblicato su Physical Review Letters dimostra che, nei sistemi quantistici unidimensionali, esiste uno stato intermedio tra […]
FINLANDIA- È possibile creare qualcosa dal vuoto? Gli scienziati dicono di sì: date certe condizioni iniziali, un insieme di particelle virtuali che fluttuano nel vuoto si possono “trasformare” in fotoni. La scoperta, qualora fosse confermata da ulteriori evidenze sperimentali, potrebbe essere utile per la costruzione di computer quantistici e potrebbe gettare luce su una fase […]
Alcune tra le soluzioni alle equazioni di Albert Einstein sono compatibili con scenari a prima vista paradossali. Il viaggio nel tempo è uno di questi. Per viaggiare nel futuro occorrerebbe avvicinarsi ad una frazione non trascurabile della velocità della luce. Invece, per i viaggi nel passato la questione si fa più spinosa, se non altro perché richiede che la struttura dello spaziotempo sia in qualche modo incurvata
Nel linguaggio comune utilizziamo spesso il termine probabilità per dare indicazioni quantitative sul verificarsi o meno di azioni o eventi. Esistono certamente significati più tecnici, ciascuno dei quali appartiene ad un ambito scientifico particolare; ciò posto, non esitiamo a dire che è probabile qualunque fenomeno osservabile solo dal punto di vista della possibilità o meno del suo verificarsi, a prescindere dalla sua natura. Non sbagliamo se diciamo che ad una possibilità teorica (o logica) segue una probabilità fattuale
Messo a punto per la prima volta esperimento per riprodurre il cosiddetto “diavoletto di Maxwell”, che permette di modificare la produzione di entropia del sistema controllato non violando, nel complesso, il secondo principio della termodinamica
Dispositivi alimentati dal calore invece che dall’elettricità: è ciò a cui potrebbe portare una scoperta tutta italiana che per la prima volta ha sperimentato un effetto quantistico predetto mezzo secolo fa. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature
Pur mantenendo un grado di incertezza minimo, il fotorilevatore del Joint Quantum Institute (JQI) ha stabilito un nuovo standard per la lettura delle informazioni quantistiche codificate nei fotoni battendo lo Standard Quantum Limit (SQL). Lo studio è stato condotto da un team guidato da Francisco Becerra e Alan Migdall. I risultati sono appena stati pubblicati nella rivista Nature Photonics.
Andrei Lebed, che lavora al Dipartimento di Fisica dell’Università dell’Arizona, ha proposto un interessante esperimento per vagliare la validità della nota equazione di Einstein E=mc2. Utilizzando una sonda spaziale carica di atomi di idrogeno e di un fotorilevatore tarato per inviare un segnale luminoso al variare del rapporto energia/massa negli atomi, lo studioso ha ipotizzato che l’equazione E=mc2 non sia sempre vera in tutte le regioni dello spazio
Nell’esperimento del 1935 Einstein, Podolsky e Rosen avevano tentato di dimostrare che le correlazioni tra due particelle erano così forti che doveva esistere qualche parametro o variabile nascosta in grado di spiegarle, dato che la fisica quantistica falliva clamorosamente. L’unico modo di salvare la teoria nella versione datane da Bohr e seguaci sembrava questo: ammettere l’esistenza di variabili nascoste
Per ricostruire la genesi e la storia dell’universo gli scienziati della Penn State University hanno introdotto un nuovo paradigma teorico che mira a conciliare due teorie fino ad oggi ritenute antitetiche: la relatività generale di Albert Einstein (con le sue note conseguenze cosmologiche) e la gravità quantistica a loop, una disciplina relativamente recente che sfrutta alcuni assunti alla base della fisica quantistica
L’esperimento BaBar ha raccolto dati dal 1999 al 2008 ed ha fatto numerosi progressi nella conoscenza dei rapporti tra materia ed antimateria. L’asimmetria tra le due ha determinato la prevalenza della prima sulla seconda, ed è per questo che l’universo osservato ad oggi non è fatto di anti-particelle
David Wineland e Serge Haroce, due scienziati vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2012, hanno sviluppato alcuni metodi per misurare e manipolare particelle subatomiche in modo che mantengano la loro natura meccanico-quantistica. Ciò significa che grazie ai loro studi è possibile osservare il loro comportamento senza distruggerle
E’ stato assegnato il Nobel per la Fisica a due scienziati che si occupano di luce e materia nelle loro forme fondamentali. Le scoperte di Serge Haroche e David Wineland porteranno a rivoluzioni nel campo della comunicazione e dei computer quantistici
Prima ancora che a teorie filosofiche o scientifiche, ad ipotesi o descrizioni sulla realtà, è il senso comune a darci, almeno in prima approssimazione, il significato del concetto di causalità. Anche a prescindere dalle varie declinazioni che nozioni come “evento” ed “effetto” possono assumere, siamo abituati a pensare che, se A causa B, A sia un evento passato o correlativo a B, che svolga una qualche azione su B, e che B non possa essere in nessun caso causa di A. In questo senso molto generico la relazione che lega A e B non è simmetrica, e pone B in una posizione di dipendenza rispetto ad A, termine a cui risulta vincolato
Un gruppo internazionale di fisici ha annunciato il 5 settembre che è riuscito a “teletrasportare” informazioni quantistiche più lontano che mai. Questo tipo di teletrasporto non è del genere che Scotty utilizzava nella serie televisivaStar Trek, ma ha una sua propria magia. Mentre i teletrasportatori di Star Trek trasportavano istantaneamente la gente da un luogo […]
Cosa può avere a che fare la statistica con la tossicopendenza? Molto, secondo Luciano Pietronero, direttore dell’Isc-Cnr di Roma, che ha sviluppato un modello di controllo della tossicodipendenza ispirato alla Fisica statistica. Secondo lo studio solitamente all’inizio di una tossicodipendenza c’è sempre un evento raro nel vissuto delle persone e la disponibilità economica non incide […]
Una nuova scoperta sulla forma temporale del singolo fotone potrebbe avere interessanti applicazioni nella comunicazione quantistica. Lo studio, che sarà pubblicato su Physical Review Letters, è stato svolto dai ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del CNR che hanno misurato la complessa forma temporale di un singolo quanto di eccitazione. La luce non ha una sua […]
C’è molta attesa e fermento tra scienziati ed esperti riguardo alle nuove scoperte condotte sulla fisica quantistica applicata al computer. Sentir parlare di computer quantico o quantistico non è una novità, ma proprio in questi giorni sembra si siano fatti passi avanti e che stiano aumentando le ricerche in tale direzione: il computer quantico sembra […]
Grazie alla scoperta di un gruppo di ricercatori pisani dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr) dell’Università e del Nest della Scuola Normale i controlli sui sistemi di molecole, atomi e particelle, che sono studiati dalla fisica quantistica, saranno più efficienti, con applicazioni pratiche anche sulla nostra vita quotidiana futura. La ricerca […]
Riparare un difetto nel cuore di un paziente senza intervento chirurgico, rimuovere le ostruzioni nelle arterie, monitorare il flusso sanguigno dall’interno attraverso microscopiche telecamere. La nanotecnologia sta finora deludendo queste ed altre fantascientifiche promesse fatte in passato. Ma ci sono anche molti passi in avanti che lasciano ben sperare. Il fisico Richard Feynman, nel suo […]