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800 mila decessi evitati nel XX secolo grazie a sigarette spente

Scritto da Valeria Gatti il 15.03.2012

FumoLa Rivista del National Cancer Institute (NCI) ha pubblicato pochi giorni fa una nuova ricerca sugli effetti della lotta al fumo negli Stati Uniti. I National Institutes of Health (NIH), ovvero gli Istituti Nazionali di Sanità, hanno effettuato studi riguardanti l’impatto che hanno avuto in passato le politiche di controllo sull’uso del tabacco, sui relativi programmi di prevenzione e su azioni messe in atto allo scopo di ridurre le cause di morte per cancro al polmone. Tali programmi di controllo effettuati nel XX° secolo sul consumo del tabacco hanno dato come risultato la prevenzione di più di 795 mila casi di possibili decessi dovuti a tumore al polmone negli Stati Uniti, dal 1975 all’anno 2000. Secondo queste ricerche, se tutte le sigarette fumate nel paese fossero state spente appena dopo l’uscita del primo report di Chirurgia Generale sul fumo e sulla salute, uscito nel 1964, un totale di 2,5 milioni di persone si sarebbero salvate da morte per cancro al polmone nei successivi 36 anni.

“Queste scoperte forniscono un quadro inconfutabile del devastante impatto che il tabacco ha nella nostra nazione e gli enormi benefici del ridurre i tassi di fumo,” ha detto Robert Croyle, ricercatore e direttore di una sezione dell’NCI. “Anche se sono stati fatti passi da gigante, non possiamo adagiarci sugli sforzi fatti. La prevenzione e la dissuasione dall’uso del tabacco continuano ad essere priorità vitali in campo medico, scientifico e della salute pubblica in tutte le comunità”.

I ricercatori hanno utilizzato un modello di approccio comparativo, per il quale sono state esaminate diverse storie di fumatori nel dettaglio, considerando individui nati dal 1890 al 1970; successivamente le varie storie sono state connesse all’incidenza di mortalità per tumore al polmone, inserendole in modelli matematici. Usando questi modelli, i ricercatori sono stati poi in grado di capire quale fosse l’impatto che i controlli effettuati sul fumo potessero aver avuto sui fumatori, e quindi sulle cause di morte per cancro al polmone, nel periodo 1975-2000.  A partire dal report del 1964, negli Stati Uniti sono state prese rigide misure di controllo: restrizioni sul fumo nei luoghi pubblici, aumento della tassazione sulle sigarette, divieti per i minorenni e sforzi per accrescere la consapevolezza pubblica in merito ai rischi legati al fumo. “Questo è stato il primo tentativo fatto per quantificare l’impatto dei cambiamenti nei comportamenti legati al fumo, e sulla mortalità per cancro al polmone, basato su dettagliate ricostruzioni di storie di fumatori di sigaretta”, ha detto l’autore dell’iniziativa Suresh Moolgavkar, medico e ricercatore del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle. “I metodi sviluppati come parte di questa ricerca si sono di grande valore per altri ricercatori che indagano gli effetti negativi che il fumo di sigaretta ha sulla salute”.

Nella ricerca condotta si sono delineati tre scenari possibili. Nel primo, chiamato “controllo attuale sul tabacco”, i ricercatori hanno utilizzato dati riguardanti i comportamenti attuali sul fumo di uomini e donne degli Stati Uniti. Il secondo, chiamato “nessun controllo sul tabacco”, è uno scenario che mostra quali sarebbero stati i comportamenti legati al fumo se non fosse stata effettuata nessuna politica di controllo sul tabacco. Nel terzo scenario, chiamato “controllo completo sul tabacco”, i ricercatori hanno esaminato il possibile risultato ottenuto se tutti i fumatori degli Stati Uniti avessero smesso di fumare a partire dal 1965, ovvero l’anno dopo che era uscito il primo report di Chirurgia Generale sul fumo e sulla salute.

La differenza tra le morti causate dal cancro al polmone nello scenario ipotetico del “nessun controllo sul tabacco” e il numero delle attuali morti per cancro al polmone fornisce una stima del numeri di decessi per cancro al polmone che si sono evitati. I ricercatori hanno visto che, senza programmi e politiche di controllo sul tabacco, 552 mila uomini e 243 mila donne sarebbero morte di cancro al polmone nel periodo tra il 1975 e il 2000. Ugualmente, la differenza tra lo scenario “nessun controllo sul tabacco” e lo scenario del “controllo completo sul tabacco” fornisce una stima delle morti per cancro al polmone che si sarebbero potute evitare se ogni fumatore avesse smesso nel 1965 senza più ricominciare. Se le misure di controllo sul tabacco avessero avuto già allora successo, si sarebbero evitate 1,7 milioni di morti in più dal 1975 al 2000. In pratica, se tutti i fumatori avessero spento la sigaretta definitivamente nel 1965 sarebbero morte circa 2,5 milioni di persone in meno per del cancro al polmone (1,6 milioni di uomini e 883 mila donne).

“Un enorme numero decessi per cancro al polmone possono essere prevenuti eliminando il fumo delle sigarette,” ha spiegato Eric Feuer, ricercatore, co-autore dello studio,  nonché responsabile NCI. “Il progresso che è stato fatto attraverso i programmi e le politiche di controllo rappresenta circa un terzo dell’avanzamento che si sarebbe potuto ottenere se ogni fumatore avesse smesso nel 1965. Queste scoperte indicano che, mentre grandi passi avanti sono stati fatti in passato nel controllo sul tabacco – e hanno evitato centinaia di migliaia di morti per cancro al polmone negli Stati Uniti – continui e intensi sforzi daranno la possibilità di evitare ulteriori decessi futuri”.

Dall’anno 2000 in poi, secondo ricerche precedenti, il tasso di fumo tra gli adulti statunitensi è continuato a decrescere, scendendo dal 23,2% nel 2000 al 20,6% nel 2008, stabilizzandosi negli anni più recenti. Inoltre sono anche diminuiti altri tipi di cancro o di malattie connessi con il fumo, come disturbi cardiovascolari e respiratori, tutti scesi in numero grazie a politiche e programmi di controllo sul tabacco.

Nel 2011 i ricercatori hanno scoperto anche che monitorando casi di fumatori accaniti attraverso la diagnosi precoce mediante l’utilizzo della TAC spirale a basso dosaggio di radiazioni, la mortalità per cancro al polmone si è ridotta del 20%, rispetto al tradizionale impiego dei raggi X al torace. Sia il monitoraggio che la politica di controllo sul tabacco, sui programmi e sui servizi correlati rimane, secondo gli autori, un approccio importante per ridurre l’incidenza del cancro al polmone. CISNET è un consorzio di investigatori sponsorizzati dalla NCI che usano modelli statistici per incrementare gli interventi per la prevenzione e il controllo sul cancro, il monitoraggio e il trattamento. La rete di operatori sta lavorando su un progetto per studiare l’efficacia del monitoraggio sul cancro al polmone in fumatori di diverse età e in gruppi con diversa esposizione al fumo. I risultati sono basati su sei diversi modelli creati da altrettanti centri: l’Erasmus Medical Center, nei Paesi Bassi; Fred Hutchinson Cancer Research Center, a Seattle; Pacific Institute for Research and Evaluation, di Calverton; Rice University Anderson Cancer Center, a Houston; Massachusetts General Hospital-Harvard Medical School, di Boston; Yale University, New Haven, a Conn.

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