WASHINGTON, 15 gennaio 2011 – Nella ricerca descritta come “un forte avvertimento” a quanti sono tentati di iniziare a fumare, gli scienziati stanno segnalando che il fumo di sigaretta inizia a causare danni genetici dopo pochi minuti – e non dopo anni – dalla prima inalazione del fumo nei polmoni.
Il loro rapporto, il primo studio sull’uomo ad aver dettagliato il modo in cui alcune sostanze contenute nel tabacco causano danni al DNA collegati al cancro, apparirà in Chemical Research in Toxicology, una delle 38 riviste scientifiche pubblicate dall’American Chemical Society.
Stephen S. Hecht e colleghi sottolineano nel rapporto che il cancro polmonare provoca in tutto il mondo 3.000 morti al giorno, in gran parte a causa del fumo di sigaretta. Fumare è inoltre collegato ad almeno 18 altri tipi di cancro. Le prove indicano che le sostanze nocive nel fumo di tabacco chiamati idrocarburi policiclici aromatici o IPA, sono la maggiore causa del cancro al polmone. Finora, tuttavia, gli scienziati non avevano dettagliato il modo specifico con cui gli IPA presenti nel fumo di sigaretta danneggiano il DNA negli esseri umani.
Gli scienziati hanno aggiunto un marker (il segnale che permette loro di rintracciare una molecola che entra nell’organismo unamo) ad una sostanza contenuta nelle sigarette, il fenantrene (PAH), e hanno seguito il suo percorso in 12 volontari che fumavano. I ricercatori hanno scoperto che il fenantrene forma rapidamente una sostanza tossica nel sangue conosciuta come “DNA spazzatura”, e che può causare mutazioni che portano al cancro. I fumatori avevano livelli massimi della sostanza in un lasso di tempo che ha sorpreso i ricercatori: solo 15-30 minuti dopo che i volontari avevano finito di fumare. I ricercatori hanno detto che l’effetto è così veloce che è equivalente a iniettare la sostanza direttamente nel sangue.
“Questo studio è unico”, scrive Hecht, un esperto riconosciuto a livello internazionale sulle sostanze cancerogene presenti nel fumo di sigaretta e nel tabacco. “E’ il primo a indagare il metabolismo umano di un tipo di idrocarburo policiclico aromatico specificamente formulato per essere inalato attraverso il fumo di sigaretta, senza possibili interferenze con altre fonti di esposizione quali l’inquinamento atmosferico o la dieta. I risultati qui riportati dovrebbero servire come un avvertimento forte a coloro che stanno valutando se iniziare o no a fumare sigarette,” conclude.